Turismo: «Soffre» anche l’occupazione

21/09/2004


            martedì 21 settembre 2004

            sezione: ECONOMIA ITALIANA – pag: 13

            Turismo
            Allarme lavoro / Gli operatori: 6mila posti a rischio
            «Soffre» anche l’occupazione
            DOMENICO RAVENNA
            GENOVA • Albergatori, agenzie di viaggi, tour operator lanciano un grido d’allarme. La crisi del turismo sta scaricando i suoi effetti sull’occupazione.

            Nei primi otto mesi del 2004, secondo i dati Inail, le assunzioni negli alberghi e nei ristoranti hanno subito una flessione dell’11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. «L’Italia turistica ha vissuto quest’anno la più difficile estate dell’ultimo decennio — sottolinea Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi e Confturismo — e le prospettive cominciano a far temere per il settore una riduzione dell’occupazione e, addirittura, la chiusura di alcune imprese». Nel periodo compreso fra giugno e agosto, gli alberghi italiani hanno fatto registrare un calo del 3,4% che mai si era verificato nel corso degli ultimi dieci anni.

            Agenti di viaggio e tour operator non vedono il futuro più roseo e quantificano in 6mila unità i posti di lavoro a rischio immediato. Secondo le associazioni di categoria, Assotravel e Astoi, il solo turismo organizzato nel nostro Paese ha perso in questi ultimi quattro mesi circa 90mila arrivi dall’Italia e ha subito un calo medio del 15-20% dalla Germania.

            L’Italia — denunciano le due categorie — ha perso forza competitiva sia sulla domanda europea, che da sola copre il 95% degli arrivi turistici stranieri, sia su quella intercontinentale, scesa negli ultimi tre anni dal 7 al 5% degli arrivi e dal 24 al 13% della spesa turistica. Per agenti di viaggio e tour operator il rischio è che la crisi diventi permanente e sollecitano un intervento tempestivo e concreto del Governo e delle Regioni, di concerto con il mondo delle imprese.

            L’emergenza occupazione sollevata dai operatori alla Conferenza di Genova trova una voce fuori dal coro in un’indagine, curata da Unioncamere e Ministero del Lavoro, che prevede per il settore turistico un incremento di occupazione stimato in 12.500 nuovi posti di lavoro nel 2004, con un aumento del 2,4% rispetto al 2003. Un quarto dei nuovi assunti dovrà essere in possesso di un diploma o di una laurea e un altro quarto dovrà avere una formazione professionale specifica.

            Lombardia, Veneto ed Emila Romagna guidano la classifica delle regioni nelle quali si concentrerà il maggior numero di assunzioni, il 42% delle quali avverrà sotto forma di contratti a tempo indeterminato e il 45% sarà costituito da rapporti di lavoro a tempo determinato.