Turismo – situazione economica – Invio documenti

Roma, 17 aprile 2003

Oggetto: Turismo – situazione economica – Invio documenti

                                          Alle FILCAMS Regionali
                                          e Comprensoriali

                                          L O R O S E D I

Cari compagni ,

allego alla presente le recenti prese di posizione della Margherita e dei DS sulla situazione nel settore del Turismo. Il primo è il documento presentato dai DS alla X Commissione della Camera – Attività Produttive – ; il secondo è la relazione dell’On. Enrico Letta ad una specifica iniziativa.

Fraterni saluti

                                            p/la FILCAMS
                                            C. Caravella

All. 2


RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

La X Commissione

Premesso che

il settore del turismo attraversa una fase di pesanti incertezze per il combinarsi di una serie di fattori negativi, quali la guerra contro l’Irak e le minacce del terrorismo, la crisi economica internazionale e la conseguente sfiducia dei consumatori, l’emergenza sanitaria legata al pericolo di diffusione della SARS, la negativa congiuntura economica attraversata da mercati particolarmente importanti per il turismo italiano quale quello tedesco;

il turismo ha chiuso l’anno 2002 con una perdita di fatturato pari a quasi 3 miliardi di Euro di entrate valutarie, che hanno fatto calare il giro d’ ;affari annuo del settore a 72 miliardi di Euro rispetto ai 75 miliardi del 2001, mentre il 2003 si preannuncia sotto il segno di una vera e propria recessione;

d’altra parte anche il turismo verso l’estero conosce pesanti difficoltà, in parte compensate dalla diversificazione delle destinazioni operata da alcuni tour operator , ma permane forte il rischio che venga messa in discussione la programmazione della stagione estiva, a causa della concomitante crisi registrata dalle destinazioni interessate agli eventi bellici e all’emergenza sanitaria;

il mondo del turismo ha espresso, a più riprese, una fortissima preoccupazione sulle prospettive del turismo italiano, in particolare, in una situazione di generale stagnazione, si evidenziano alcuni punti di maggiore difficoltà: le grandi città d’arte, il turismo verso l’ estero e il settore congressuale;

nelle città d’arte e d’affari la caduta delle presenze provenienti dagli USA e dal Giappone, che ancora non si erano riprese dai colpi subiti dopo l’11 settembre, e di quelle provenienti dalla Gran Bretagna, ha raggiunto livelli impressionanti e anche laddove altri mercati hanno sostituito in parte le perdite subite, si registrano pesanti cali di fatturato;

secondo alcuni dati pubblicati da Federalberghi- Confcommercio il calo degli statunitensi, in alcune delle predette realtà toccherebbe punte del 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre per quanto riguarda il turismo congressuale, la Federazione degli albergatori riferisce che le multinazionali americane avrebbero bloccato lo svolgimento di meeting e congressi in Italia e nel mondo;

sempre secondo i dati forniti da Federalberghi- Confcommercio “la componente statunitense copre circa il 10% del turismo congressuale italiano, con punte del 20% in alcune città quali Roma e Milano”, quanto al peso economico del turista statunitense nel 2000 le spese in Italia sono state “pari a 2,5 miliardi di Euro, nel 2001 di 2 miliardi di Euro e nel 2002 di 1,3 miliardi di Euro”;

secondo l’Osservatorio congressuale italiano, nel 2002 l’insieme del settore ha subito una flessione del 5 per cento sul 2001 in termini di incontri e di partecipanti; del 12 per cento in termini di giornate di presenza, del 23 per cento in termine di pernottamenti e del 19 per cento del fatturato con la prospettiva di pesanti ripercussioni sui livelli occupazionali del settore;

particolarmente negativi i risultati per gli eventi congressuali di medie e grandi dimensioni, spesso di carattere internazionale, ovvero i più significativi per l’industria congressuale e per l’immagine stessa del Paese, dove la crisi ha colpito, oltre alle citate città d’ arte, anche le destinazioni marine, che hanno perso un terzo del loro fatturato ;

le difficoltà del settore congressuale sono legate sia alla decisione delle grandi multinazionali di rinviare o sospendere i congressi all’ estero, sia ai provvedimenti adottati dal Governo in tema di convegnistica medico-farmaceutica, che, con l’intento di moralizzare il settore è intervenuto con criteri sommari e privi di adeguate distinzioni, si sono rivelati assai deleteri per gli operatori congressuali;

occorre inoltre evitare che si accentui la tendenza delle grandi imprese italiane a investire in congressi all’estero per le note convenienze fiscali;

secondo i rappresentanti delle Associazioni delle agenzie di viaggi e turismo, entro la fine di maggio alcune migliaia di addetti (dai 7 ai 9 mila), rischiano di rimanere fuori dal comparto, ma se si considera anche il settore alberghiero questa cifra è destinata a levitare in modo preoccupante se si considera che, secondo una stima di Federalberghi “nei tre mesi successivi all’attentato dell’11 settembre del 2001 nei soli alberghi e ristoranti si persero circa di 40 mila posti di lavoro fra mancate e nuove assunzioni sia di carattere annuale che stagionale”;

anche le previsioni del WTTC (World Travel & Tourism Council) tracciano, nella situazione di crisi internazionale in atto, uno scenario per il turismo mondiale e in particolare per quello italiano segnato da una caduta dell’occupazione nell’ordine di alcune decine di migliaia di addetti;

i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e dei sindacati dei lavoratori hanno posto l’accento sulla necessità di assumere provvedimenti efficaci nel fronteggiare la crisi;

deve essere in particolare evitato quanto occorse dopo l’11 settembre, quando, mentre tutti i paesi competitori si dotarono di strumenti ed assunsero iniziative adeguate ad affrontare le emergenze e ad aprire nuove prospettive di sviluppo, il governo lasciò il turismo italiano in una pericolosa solitudine;

l’importanza del settore è evidenziata da questi pochi dati: il turismo ha fatturato nel 2001 quasi 75 miliardi di Euro (circa il 7% del PIL) dei quali 30 spesi dagli stranieri in Italia, ha dato lavoro nei periodi di punta ad oltre 2 milioni di persone, impegna 270 mila tra piccole e medie imprese e pesa per quasi il 50% delle entrate alla voce servizi della bilancia commerciale;

è divenuta inderogabile l’esigenza di scongiurare una crisi del settore e di assumere misure urgenti per il suo sostegno e per il futuro sviluppo, per evitare il rischio di una crisi ancora più grave e di una altrettanto forte caduta dei livelli occupazionali:-

impegna il Governo

a istituire un tavolo permanente di monitoraggio volto a aggiornare in tempi reali la situazione in relazione all’evolversi della crisi e ad assumere le conseguenti iniziative;

a intervenire urgentemente per salvaguardare i livelli occupazionali, estendendo la cassa integrazione al settore del turismo e riducendo gli oneri sociali per le imprese;

a introdurre misure straordinarie per la promozione turistica, in particolare quella rivolta ai mercati alternativi, a dare vita a un Convention bureau nazionale e a sostenere le imprese congressuali italiane nell’accesso ai fondi comunitari;

a prevedere, nell’ambito del sostegno alla promozione e allo scopo di rafforzare il turismo straniero di prossimità, il sostegno del trasporto alternativo a quello aereo anche attraverso interventi sull’IVA;

a introdurre come provvedimento anticrisi, anche in via transitoria, misure volte alla riduzione del differenziale di competitività nei confronti dei paesi concorrenti, tramite interventi finalizzati a superare le differenti imposizioni fiscali che, in un mercato integrato e concorrenziale, penalizzano l’offerta italiana e si trasformano immediatamente in vantaggi competitivi per il turismo dei paesi che hanno livelli impositivi più bassi;

a introdurre in materia fiscale, misure atte a rendere uniforme il trattamento fiscale all’interno del comparto, parificando tutte le aliquote al livello più basso, superando l’attuale penalizzazione di alcuni settori (balneari, agenzie di viaggi, case ed appartamenti per vacanze, ecc.);

ad attivarsi per giungere in breve tempo all’armonizzazione su scala europea delle aliquote IVA nel settore alberghiero;

a introdurre misure fiscali per sostenere il turismo congressuale, tramite la deducibilità dell’IVA per servizi congressuali e la detraibilità dell’IVA sui servizi turistici delle agenzie di viaggi per i clienti del settore affari;

a effettuare, tenendo conto delle particolari difficoltà delle Agenzie di Viaggio, un intervento sull’Alitalia finalizzato alla sospensione, almeno temporanea,dei previsti tagli alle commissioni agenziali che dovrebbero entrare in vigore dal mese di maggio prevedendo i necessari strumenti compensativi;

a utilizzare il semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea per rafforzare il ruolo del settore nel Trattato istitutivo della medesima

Gambini, Benvenuto, Buglio, Cazzaro, Cialente, Duca, Lulli, Nieddu Quartiani, Rugghia, Carli, Albonetti, Calzolaio, Gasperoni, Mazzarello, Pinotti, Michele Ventura, Vigni, Zumino.


Relazione Conferenza Nazionale Turismo della Margherita.pdf