Turismo: sì delle imprese alle regioni

24/01/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
020, pag. 15 del 24/1/2003
Fabio Donfrancesco



Per Abete (Federturismo): necessario ridurre i tempi delle decisioni politiche.

Sì delle imprese alle regioni

Serve però omogeneità di norme e comportamenti

Tutti soddisfatti o quasi, al termine dell’incontro romano promosso dal coordinamento degli assessori regionali al turismo. I rappresentanti delle tre maggiori associazioni di categoria degli imprenditori concordano su un punto: si è finalmente aperta una nuova fase nei rapporti con le regioni, al fine di segnare un percorso comune che porti a elaborare una strategia complessiva nello sviluppo del settore. A cominciare dall’omogeneità sotto il profilo legislativo delle singole regioni.

´Da una parte bisogna dare atto a Gianni Plinio, coordinatore degli assessori regionali al turismo, di aver mantenuto fede agli impegni presi, già anticipati nella conferenza di Firenze dello scorso 13 novembre’, premette Giancarlo Abete, presidente di Federturismo/Confindustria. ´Dall’altra, ribadire un fermo invito a un’accelerazione del percorso di armonizzazione delle normative per il turismo, perché è necessario recuperare il tempo trascorso dall’approvazione della legge quadro sul turismo, la 135 del 2001, e dalla sua attuazione dopo la successiva pubblicazione del dpcm 22 settembre 2002′.

Secondo il numero uno di Federturismo, quindi, l’iniziativa è stata senz’altro positiva, ma c’è un problema di tempi.

´Occorre uno sforzo per ridurre i tempi delle decisioni politiche e avvicinarli a quelli delle decisioni operative delle imprese, condizionate dal mercato e dalle sfide con i nostri competitori, vecchi e nuovi, in Italia e all’estero. Nel merito dei problemi’, osserva Abete, ´è necessario definire un’agenda di tavoli e d’incontri che possano affrontare separatamente i nodi di più immediato interesse del sistema delle imprese, che attengono all’armonizzazione legislativa, e quelli relativi alla politica del turismo italiano, da affrontare con strumenti appropriati’.

Anche Bernabò Bocca, presidente di Confturismo e di Federalberghi, sottolinea il passo compiuto con l’auspicio, però, che i tavoli di lavoro procedano speditamente nel trovare le soluzioni attese. ´Siamo soddisfatti per l’avvio di una nuova fase e ci auguriamo che le commissioni possano quanto prima iniziare la loro attività. Questo per consentire alle imprese di verificare l’effettiva possibilità di raggiungere risultati concreti con tutte le regioni italiane. L’obiettivo comune’, conclude Bocca, ´ovviamente rimane uno sviluppo armonico e coordinato del settore turismo sull’intero territorio nazionale’.

Sulla necessità di un opportuno confronto periodico con le istituzioni regionali, all’indomani della riforma del titolo V della Costituzione, si è soffermato anche Claudio Albonetti, presidente di Asshotel e rappresentante di Assoturismo/Confesercenti: ´Con la competenza esclusiva delle regioni in materia si aprono inediti scenari e nuove opportunità. Da parte nostra, abbiamo ribadito al coordinamento degli assessori al turismo l’invito a darsi omogeneità di comportamento sul piano legislativo e nelle decisioni più importanti. Certo’, ammette Albonetti, ´l’Italia è il paese dei tanti turismi, nel senso che dispone di una variegata offerta. Ma non ci deve essere disparità di sviluppo e di investimento tra regione e regione. In materia di promozione del settore’, ricorda Albonetti, ´l’Enit deve giocare un ruolo fondamentale, soprattutto a livello internazionale. Anche se occorrerà rendere l’ente più aperto, dando maggiore rappresentatività e potere decisionale al sistema delle imprese e appunto alle stesse regioni’.