Turismo, si cambia

27/02/2002

 
   


27 Febbraio 2002

Turismo, si cambia
Piattaforma sindacale unitaria e aumenti legati alla produttività
FRANCESCO PICCIONI

Aprire le trattative per un nuovo contratto, in un settore traumatizzato più degli altri dallo shock dell’11 settembre, non è impresa facile. Innegabili le perdite di molte aziende che vivono di turismo (alberghi, agenzie viaggi, ecc); prevedibili – quindi – resistenze e geremiadi sull’"esosità" di qualunque richiesta sindacale. Eppure qualche segnale di "uscita dal tunnel" è possibile intravederla; e anche l’arretramento costante del lavoro rispetto al profitto potrebbe subire una battuta d’arresto.
Il fatto che nello stendere la piattaforma contrattuale Cgil, Cisl e Uil siano riuscite a restare unite, in un momento come questo, ha del miracoloso. E che nella parte salariale sia indicato con chiarezza un obiettivo "collegato all’andamento del settore (produttività)" può apparire quasi rivoluzionario, dopo una lunga serie di contratti in cui non se ne era più parlato (per non parlare della rottura avvenuta su quello dei metalmeccanici). Carmelo Caravella, segretario responsabile del turismo della Filcams-Cgil, mette in evidenza proprio questo punto – quantificato in 85 euro al 4 livello, oltre al recupero del differenziale tra inflazione reale e programmata – anche se non gli sembra esaustivo della bontà della piattaforma nel suo insieme. "C’è anche la difesa e sviluppo della contrattazione di secondo livello, nonché l’impegno a realizzare un diverso modello di rapporto tra formazione-professionalità-inquadramento" particolamente importante in un settore molto composito, con numerose sottospecificazioni. "La struttura della professionalità qui è decisiva – insiste Caravella – perché si lega alla qualità dei servizi; pensiamo ad esempio ai cuochi nel settore alberghiero". E qui casca spesso l’asino: in teoria Confcommercio enfatizza la "professionalità", in pratica preferisce ripiegare sulla vecchia strada del risparmio sul costo del lavoro, che provoca un fortissimo
turnover degli addetti e, necessariamente, una minore attenzione alla "qualità". Grande attenzione, infine, anche al punto della sanità integrativa, con la rivendicazione della gratuità di libretti sanitari e certificati di malattia finora a carico dei lavoratori (un punto importante, giacché il certificato in questo settore diventa spesso una nuova dichiarazione di idoneità al lavoro).
Chiaro che il fatto di essere arrivati a questo testo unitariamente sia un elemento confortante per chi dovrà gestire la trattativa (la convocazione del tavolo dovrebbe, secondo prassi, arrivare entro il mese di marzo, essendo il contratto scaduto il 31 dicembre). Una piattaforma "avanzata", insomma, che sembra interrompere la "ritirata" sindacale. In buona misura la vede così anche la componente di minoranaza "Cambiare rotta". Dora Mafezzoli, infatti, ci dice che il testo "è un passo avanti rispetto al contratto del commercio; sul piano salariale non ci sembra ancora sufficiente come quantità, ma il fatto che unitariamente ci sia la rivendicazione dell’aumento legato alla produttività è certamente un passo nella giusta direzione".