Turismo: serve il decreto

18/06/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
143, pag. 13 del 18/6/2003
di Fabio Donfrancesco


Bocca: l’unico vero intervento è di tipo fiscale.

Orrico: il varo entro l’estate.

Associazioni: serve il decreto

Gli imprenditori replicano alle parole di Marzano

Le dichiarazioni rilasciate a ItaliaOggi da Antonio Marzano, ministro delle attività produttive, sulla pausa di riflessione presa dal governo per l’emanazione del decreto legge a sostegno del turismo, hanno sollevato una bufera tra gli operatori del settore. Il piano d’interventi, a suo tempo annunciato in televisione dal premier, resta chiuso nel cassetto. Così gli imprenditori ora si sentono doppiamente danneggiati, sia dall’indicare l’aumento dei consumi come unica via per uscire dalla crisi internazionale in atto sia dalle tante speranze generate e poi inaspettatamente disattese dagli inquilini dei palazzi romani del potere.

Decreto legge sul turismo

´Su questo decreto legge due sono i punti importanti’, sottolinea a ItaliaOggi Bernabò Bocca, presidente Confturismo/Confcommercio: ´Il primo, che noi, come Confederazione del turismo che rappresenta oltre 200 mila imprese, non siamo stati consultati sull’oggetto dell’eventuale provvedimento. Il governo riflette e noi attendiamo. Purtroppo non sappiamo cosa aspettare. Non abbiamo avuto nessun confronto’, continua Bocca, ´su quello che sono gli interventi, che il governo ha intenzione di fare nei riguardi del nostro settore. L’unica cosa certa è la dichiarazione del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, che prometteva un provvedimento specifico, che ci aspettiamo venga emanato prima dell’estate’.

Anche per Gaetano Orrico, segretario generale di Assoturismo/Confesercenti, ´questo è il momento opportuno e tempestivo per rendere operativi gli interventi in favore del comparto, gravemente penalizzato dagli eventi internazionali che hanno contraddistinto gli ultimi due anni. Adesso c’è bisogno soprattutto di incentivare i flussi di arrivi dall’Europa in Italia’, sostiene Orrico, ´ed eventuali misure prese in ritardo, magari a fine stagione, potrebbero produrre effetti soltanto il prossimo anno. Le piccole e medie imprese italiane del turismo non se lo possono permettere’.

Le previsioni per i mesi estivi danno un turismo europeo in tenuta, a parte la Germania in calo. Il mercato americano è ancora in affanno, mentre quello giapponese è praticamente fermo. Va bene solo il mercato interno. ´Proprio per questo dobbiamo sempre più investire’, osserva Bocca, ´nel turismo nazionale’.

Deducibilità Iva

Tra le tante note appuntate nel cahier de doléances degli operatori del turismo, ce n’è una più importante delle altre. ´L’unico intervento che ha un valore nei confronti del settore è quello di tipo fiscale. Tutto il resto non ci interessa’, taglia corto Bocca. ´Se vogliamo veramente rilanciare il turismo interno in Italia, non è sicuramente con degli sconti nei musei e sui treni. Ma è, per esempio, con la deducibilità dell’Iva sul turismo congressuale. E abbiamo ancora un differenziale medio Iva superiore di tre punti rispetto agli altri paesi. Solo così le aziende ricominceranno a spendere in Italia piuttosto che all’estero’.

La speranza di un ripensamento da parte dell’esecutivo, per intervenire in questo senso, non è ancora venuta meno al numero uno di Confturismo. ´Questa volta la promessa è stata fatta direttamente dal presidente del consiglio e a essa, ritengo, verrà tenuta fede. L’importante è vedere come si trasformerà negli atti concreti. Dopo l’11 settembre erano solo voci, oggi è una dichiarazione ufficiale agli organi di stampa’.

Ministero del turismo/Enit

Il ministro Marzano ha dichiarato la sua contrarietà a ripristinare il dicastero del turismo, ma per Bocca ´la proposta di istituire o un ministero o un sottosegretariato alle dirette dipendenze della presidenza del consiglio è dettata dalla volontà di dare forza al nostro settore. Si vede che il ministro ha troppe cose a cui pensare e il turismo viene sempre in coda. Oggi sono più importanti i frigoriferi rispetto al turismo? Si parla tanto dell’industria dei viaggi, ma poi i provvedimenti vengono fatti su altri settori’.

Sulla battaglia per l’ingresso delle regioni nel consiglio dell’Enit, anche le associazioni di categoria hanno qualcosa da dire al ministro. ´Con l’ultima riforma dello statuto dell’Enit, è stata negata la possibilità di farvi parte tanto ai rappresentanti delle organizzazioni imprenditoriali quanto alle regioni. Se facciamo rientrare le regioni, le uniche escluse rimangono le categorie di settore’, conclude Bocca. ´E il famigerato comitato di consulenza, organismo creato proprio per dare voce alle diverse componenti del comparto, si è riunito una volta in otto mesi. Non scherziamo, non stiamo qui a perdere tempo’.