Turismo: Seimila dipendenti a rischio

06/05/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
106, pag. 14 del 6/5/2003
di Andrea G. Lovelock


Per ora solo ferie forzate e part-time.

Chiesto un nuovo aiuto al governo.
Seimila dipendenti a rischio

Nelle adv e tra i t.o. se continua la crisi Sars

Futuro a tinte fosche per i dipendenti di agenzie di viaggio e tour operator: degli oltre 29 mila lavoratori del settore agenziale, infatti, un buon 20% (6 mila dipendenti) è a rischio del posto di lavoro e i titolari degli uffici viaggi, ma soprattutto i tour operator medio-grandi, specializzati nella regione Asia-Pacifico, a causa delle cancellazioni che hanno raggiunto picchi del 90%, hanno adottato, almeno per il momento, soluzioni soft per non dover ricorrere a decisioni dolorose. Personale in ferie, altri addetti posti in part-time, blocco di inserimenti del personale stagionale, sono soltanto alcune delle prime misure-tampone, adottate sotto la pressione di una crisi che, nell’outgoing asiatico, sta assumendo i connotati di un disastro operativo. Sul sito del Wttc, World travel and tourism council, si paventa una profonda crisi occupazionale a livello mondiale, sia nel settore agenziale che in quello alberghiero, con 1,3 milioni di posti-lavoro già compromessi nel primo semestre 2003.

In casa nostra, per la stessa ripresa delle attività di prenotazioni e vendite viaggi, un noto operatore come Giancarlo Monaco di Chinasia t.o., specializzato sulla Cina, ha previsto alcuni mesi di inevitabile transizione. Come dire che la ´quarantena turistica’ per un’intera regione, che lo scorso anno aveva fatto segnare un incoming di 470 mila italiani, è destinata a protrarsi almeno fino all’autunno.

Ma è il livello occupazionale nelle 9.200 agenzie di viaggi e nei t.o. che preoccupa maggiormente: ancora una volta, da Confindustria a Confcommercio e Confesercenti, giungono forti pressioni sul governo per adottare tempestivamente quei sostegni promessi giorni fa dal viceministro delle attività produttive, Urso, e tempestivamente riportate anche sui quotidiani nazionali. Le richieste sono note e vanno dagli ammortizzatori sociali a immediati interventi per il riallineamento dell’Iva con altri paesi europei grossi competitor turistici e negli ambienti agenziali si fa strada anche la richiesta di uno stato di crisi, che preveda anche agevolazioni per le prossime scadenze fiscali. È una situazione in progress, ma tutto in negativo, proprio per la particolare evoluzione dell’emergenza Sars. Il rischio che migliaia di addetti al banco si ritrovino senza lavoro è molto forte: nelle casse delle agenzie di viaggio medio-piccole manca liquidità, talune sono in forte sofferenza con gli istituti bancari e gli stessi fornitori di servizi, vettori in testa, hanno dimostrato una certa insensibilità alla crisi, che attanaglia i loro partner di riferimento.