Turismo: scontro sui contratti baristi sul piede di guerra

10/06/2013

ROMA. Barman, cuochi e camerieri sul piede di guerra: i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno dichiarato lo stato di agitazione nei pubblici esercizi aderenti alla Fipe (300 mila imprese tra bar, ristoranti, discoteche, stabilimenti balneari, mense, oltre 700mila addetti) interrompendo le trattative per il rinnovo del contratto del turismo che interessa oltre un milione di lavoratori. «Negli ultimi quattro anni sono scomparse dal mercato 32.000 pubblici esercizi, bar e ristoranti. Con numeri così non firmo un contratto che non preveda aumenti di produttivita» spiega il direttore generale Fipe, Marcello Fiore, replicando alle critiche dei sindacati che accusano la federazione aderente a Confcommercio di «voler strumentalizzare la crisi paralizzando la trattativa». Lo stop alla trattativa contrattuale avviene proprio mentre si sta avviando la stagione estiva sotto pessimi auspici, secondo gli operatori. I sindacati promettono battaglia: «Stato di agitazione e una campagna straordinaria di assemblee dove si valuteranno le opportune iniziative da intraprendere», annuncia Filcams Cgil.