Turismo: Scontro Governo-Regioni sull’Agenzia

07/02/2005

    domenica 6 febbraio 2005

    sezione: ECONOMIA ITALIANA (TURISMO) – pagina 10

    INCHIESTA / LA CRISI DEL TURISMO

    Scontro Governo-Regioni sull’Agenzia
    Polemiche sul ruolo di Sviluppo Italia

      VINCENZO CHIERCHIA

        MILANO • Per il sistema turistico italiano l’appuntamento clou da molti mesi è fissato per domani, a Palazzo Chigi. In quella sede si metteranno formalmente sul tavolo le carte per il rilancio della competitività dell’industria.

        Ma al di là del fair play di circostanza è già scontro duro dietro le quinte, con le Regioni che contestano pesantemente il Governo, per la latitanza dimostrata dopo la Conferenza nazionale di Genova sul rilancio del settore.

        Le Regioni hanno inviato un documento riservato al Governo nel quale denunciano a chiare lettere l’impasse del momento, i passi falsi dell’Esecutivo sullo spinoso tema della riforma dell’Enit, l’ente di promozione dell’Italia turistica all’estero, e, soprattutto, il taglio drastico ai fondi (una settantina di milioni) per i sistemi turistici locali.

        Al centro del confronto c’è il modello da adottare per la riforma dell’Enit. Associazioni di imprenditori e Regioni da tempo premono per entrare nel vertice dell’ente. Le Regioni, che rivendicano il ruolo leader si dicono disposte a metter mano al portafoglio per progetti di promozione in comune all’estero (almeno 100 milioni), rinunciando alla selva di iniziative effettuata finora spesso in aperta contraddizione tra una destinazione e l’altra. Insomma da più parti si ricorda che occorre ispirarsi un po’ al modello Maison de la France (si veda l’articolo accanto).

        Il vero nodo da affrontare sarà invece il ruolo di Sviluppo Italia, che ha una forte presenza nel turismo avendo ereditato progetti in cantiere per il Sud negli anni scorsi, avendone messi in cantiere di nuovi e, soprattutto, avendo avviato la privatizzazione (aprendo a Ifil, Marcegaglia e Banca Intesa) della controllata di settore Sviluppo Italia turismo. L’obiettivo del ministero dell’Economia sembra proprio quello di rilanciare il turismo facendo perno su Sviluppo Italia, una soluzione avversata da molti, tra le Regioni e le associazioni di settore.

        «Le Regioni — come sottolinea Gianni Plinio, coordinatore nazionale degli assessori al Turismo — sono le protagoniste della politica di settore: non molleremo sul ruolo guida che ci spetta nell’Enit». Come dire: di Sviluppo Italia non vogliamo sentir parlare.

        Il sistema turistico italiano affronta intanto il 2005 senza grandi colpi d’ala dopo un 2004 drammatico. Il consuntivo dei flussi dall’estero tra gennaio e novembre (elaborato dall’Ufficio italiano cambi) parla chiaro: sette milioni di turisti stranieri hanno disertato il nostro Paese (-11,4%) quest’anno e i pernottamenti in albergo perduti sono stati circa 20 milioni (-5,7%). Gli americani sono tornati (il numero è raddoppiato, da 1,2 a 2,4 milioni) ma sono spariti tre milioni di tedeschi, due milioni e mezzo di austriaci e un milione di francesi.

        «Bisogna rilanciare sull’attrazione degli stranieri» spiega Mauro Piccini, presidente di Alpitour. E le imprese di viaggi stanno cercando di mobilitarsi anche se devono fare i conti con una debolezza strutturale dei conti e con l’effetto negativo dello tsunami nel SudEst asiatico. Un po’ tutti i tour operator stanno puntando sulla Cina, o sull’India, ma come spiegano all’Astoi ci vorrà tempo per avere numeri importanti.

        Intanto, le previsioni che circolano in vista dell’appuntamento della Bit (la principale fiera del turismo in Italia, in programma dal 12 al 15 febbraio a Milano) indicano un nuovo marcato rallentamento della competitività dell’Italia sui mercati internazionali a fonte di due competitor, come Francia e Spagna in decisa accelerazione. Intanto, dalla Germania arrivano nuovi segnali negativi sulle intenzioni dei tedeschi per le vacanze e si profila un nuovo calo degli arrivi.

        «Bisogna contenere al massimo i prezzi» ricorda sempre Amedeo Ottaviani, presidente dell’Enit, sottolineando che il mercato italiano ha concorrenti sempre più agguerriti sia nella struttura ricettiva che nell’offerta, come Croazia, Spagna e Nord Africa.