Turismo, riprendono gli scioperi

04/09/2015

Dopo più di due anni di attesa, e l’ennesimo rinvio della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale del Turismo da parte di Aica e Federturismo, le organizzazione sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, lo scorso luglio, avevano proclamato un nuovo pacchetto di 8 ore di sciopero a livello territoriale.

I primi saranno le lavoratrici e i lavoratori della Liguria il 6 settembre ad incrociare le braccia, per rivendicare il rinnovo del loro contratto nazionale.

“Nonostante i segnali di ripresa dei flussi turistici di cittadini italiani e stranieri, gli addetti di un settore ritenuto strategico per la nostra economia non riceve aumenti dal mese di aprile del 2013 – si legge in un nota dei sindacati territoriali. “Come dimostrano anche gli ultimi dati, non si tratta di un settore in crisi, anzi: l’attuale stagione estiva del territorio ligure, da Ponente a Levante, il Tigullio e il Genovesato ha consolidato le presenze turistiche”.

A Venezia il prossimo 11 settembre i lavoratori del turismo di tutta la regione, manifesteranno navigando tra i canali della città. Il corteo si porterà in riva  degli Schiavoni, si fermerà davanti all’hotel Danieli per fare un sit in, continuerà per i Giardini, calle Vallaresso, davanti all’Harrys Bar, calle larga XXII marzo, la strada dello shopping di lusso, e terminerà in campo S.Maria del Giglio davanti all’Hotel Gritti, con un presidio ed interventi dei delegati.

Il 12 settembre si ferma i lavoratori del turismo toscani, “il tempo della pazienza è finito”; appuntamento a Livorno davanti all’Nh Hotel di Livorno.

Sempre il 12 settembre a Milano, verrà organizzato un flash mob per chiedere il rinnovo del contratto nazionale, appuntamento alle 1030 in Largo Cairoli.

Appuntamento il 14 settembre a Bologna per le lavoratrici e i lavoratori dei turismo dell’Emilia Romagna: “Diciamo NO alle assurde pretese di smantellamento di diritti”.

Il 16 settembre sarà la volta dei lavoratori del Lazio, che vogliono dire “basta allo smantellamento dei diritti e tutele normative salariali.” Al grido, Vogliamo il contratto, sarà organizzato un presidio presso la sede della Confindustria a Roma.