Turismo: Regioni, è scontro sui fondi

25/02/2002





La ripartizione di 286 milioni di euro penalizza tutto il Sud e il Lazio attacca i troppi privilegi di Trento e Bolzano
Regioni, � scontro sui fondi
La Sicilia: � un accordo assurdo, ci siamo opposti ma hanno detto che i giochi erano gi� fatti
MILANO – L’accordo faticosamente raggiunto tra le Regioni per spartirsi 555 miliardi di lire dello Stato centrale (286 milioni di euro) rischia di saltare. Eppure fino a ieri tutto sembrava procedere tranquillamente, malgrado i criteri di ripartizione abbiano invertito una prassi consolidata da decenni: le Regioni della nuova Italia federalista preferiscono dare pi� soldi alle aree pi� ricche, e i meridionali (con la sola eccezione dei siciliani) non fanno una piega. Ora per� tutta la costruzione rischia di andare a monte. Gioved� alla Bit l’assessore al Turismo della Regione Lazio, Luigi Ciaramelletti, ha gettato il sasso nella stagno. �Chiediamo con decisione al Governo di rivedere la ripartizione dei fondi alle singole Regioni, eliminando vistose storture. Non � possibile – ha detto l’assessore – che la ripartizione dei fondi avvenga trasformando in alberghi tutte le case del Trentino Alto Adige, che figura avere 6.200 strutture, mentre il Lazio, compresa Roma, ne conterebbe solo 1.700�. Ma il Governo si chiama subito fuori. �� un problema delle Regioni – sottolinea sempre dal palcoscenico della Bit Stefano Stefani, sottosegretario leghista alle Attivit� produttive – Noi mettiamo solo una firma sotto all’accordo fatto da loro�. Un piccolo passo indietro pu� essere necessario per inquadrare meglio i contorni di questa vicenda. L’attuale equilibrio istituzionale, ancora in via di assestamento dopo la recente "virata" verso il federalismo, prevede che lo Stato dia i soldi e le Regioni ne dispongano come meglio credono. Cos� il ministero delle Attivit� produttive ha dato i 286 milioni di cui si diceva e le Regioni si sono sedute attorno a un tavolo per vedere come spartirseli. Sono stati adottati tre parametri: il numero di alberghi (che pesa per il 30%), le presenze (30%), il tasso di occupazione delle camere (30%) e il Pil (10%). � evidente anche ai non addetti ai lavori che questo sistema premia chi � pi� ricco (il Pil), e chi ha gi� una struttura turistica ampia (il numero di alberghi) e florida (le presenze e il relativo tasso di occupazione). Per intenderci: tanti soldi a Veneto, Toscana, Lombardia, Lazio, pochi a Sicilia, Calabria, Puglia. Incredibilmente le Regioni del Sud accettano. �Noi ci siamo opposti, ma ci hanno detto che i giochi erano gi� fatti e ci si ritrovati isolati – racconta Francesco Cascio, assessore al Turismo per la Sicilia – Cos� abbiamo fatto mettere a verbale il nostro disaccordo, ma l’intesa � passata�. Il ragionamento, spiega Massimo Zanello, assessore leghista della Regione Lombardia, � che il Mezzogiorno gode gi� di molti finanziamenti "extra" e questa volta si � quindi deciso di premiare i migliori. Ma le ricche Regioni del Centro-Nord vengono beffate dalle Province autonome di Trento e Bolzano, che pure godono di sovvenzioni extra certo non meno ricche del Sud. Alla conta degli alberghi, ne tirano fuori una valanga. E cos�, grazie ai parametri di cui si � detto, portano a casa finanziamenti record. Ma ormai la frittata � fatta. La legge parla chiaro, Province e Regioni autonome non possono essere escluse. E la clausola del numero di alberghi l’hanno voluta le stesse Regioni. Non c’� che da spartirsi la torta: grosse fette a Trento e Bolzano, porzioni importanti alle mete pi� tradizionali del Centro-Nord, qualche briciola al Sud (la Sicilia, tanto per dirne una, ha un terzo delle presenze della Toscana e un Pil notevolmente inferiore). �L’accordo c’�, lo abbiamo sottoscritto tutti – sbotta Franco Amoretti, assessore al Turismo per la Liguria e coordinatore nazionale degli assessori – Non ho alcuna intenzione di riconvocare tavoli di lavoro, ho gi� sentito altri colleghi e sono tutti d’accordo, per noi l’intesa sui fondi c’� gi�. Adesso si vedr� quale seguito intende dare alle sue richieste l’assessore laziale. Dietro al Lazio, non ne fa mistero, potrebbe anche scendere nuovamente in campo la Sicilia. Ma se Roma vuole riequilibrare una situazione sbilanciata a favore di Trento e Bolzano, Palermo potrebbe chiedere un riequilibrio anche a Regioni ricche come lo stesso Lazio. Per l’Italia dei cento campanili, una bella prova di federalismo.
Martino Cavalli

Sabato 23 Febbraio 2002