Turismo, Regioni contro il ministro

21/02/2006
    domenica 19 febbraio 2006

      ECONOMIA ITALIANA – Pagina 2

      Turismo, Regioni contro il ministro

        Contestata l’assenza nella finanziaria delle risorse promesse

          Vincenzo Chierchia

            MILANO – Sul turismo il confronto tra Governo, Regioni e imprese resta acceso e le scintille sono emerse ieri nel corso della cerimonia inaugurale – organizzata insieme alla Federazione cavalieri del lavoro – della Bit, la ormai tradizionale Borsa del turismo che si svolge fino a marted� alla Fiera di Milano. �Pensare di riesumare il vecchio ministero � un grave errore, indietro non si torna� ha detto Enrico Paolini, coordinatore nazionale degli assessori al Turismo, rispondendo al ministro delle Attivit� produttive, Claudio Scajola, secondo il quale �la soppressione del ministero del Turismo si � rivelata un grave danno per il Paese, perch� si � privato il sistema turistico di un essenziale luogo di indirizzo e coordinamento, lasciando invece spazio alla disorganicit� delle azioni condotte sul territorio, spesso incoerenti.

              Dopo anni di crisi gli ultimi dati hanno segnalato un lieve recupero per il sistema turistico italiano a fine 2005 (grazie soprattutto alle citt� d’arte), ma come ha ricordato il presidente di Federturismo, Costanzo Jannotti Pecci, troppi scogli restano ancora da superare, il recupero del settore appare complesso e la sfida – bocciata la nostalgia del ministro – si gioca sull’avvio dell’Agenzia (ex Enit) e del Comitato nazionale di coordinamento. Come hanno sottolineato Bernab� Bocca (presidente di Confturismo) e Paolo Costa (presidente della Commissione turismo del Parlamento Ue) resta insoluto il nodo dei prezzi troppo alti e della fiscalit�: l’Iva nel turismo dovrebbe essere al 5% almeno per competere con Francia e Spagna, mentre servirebbero aiuti fiscali alle ristrutturazioni dei piccoli alberghi. Invocati da pi� parti anche sostegni fiscali per il turismo congressuale.

              �Il turismo deve essere al centro dell’azione del Governo� ha ricordato il neopresidente di Confcommercio Carlo Sangalli, sottolineando che nel settore – che vale il 12% circa del Pil – operano 420mila imprese (7% del totale Italia). �Le famiglie – ha aggiunto il presidente del Touring club, Roberto Ruozi – destinano il 13% del loro bilancio al turismo. Per� per la qualit� degli alberghi, dei prezzi, dei servizi, della sicurezza e della pulizia siamo superati da Francia, Spagna e Grecia�.

              �La sfida per il Paese � mantenere alta la competitivit� ha affermato Benito Benedini, presidente dei Cavalieri del lavoro di Lombardia. E Rosario Alessandrello (presidente della commissione di lavoro del convegno) ha sottolineato il fatto che l’Italia negli ultimi anni ha perso attrattivit�. Due indagini svolte rispettivamente da Klaus Davi e da Renato Mannheimer hanno confermato punti di forza ma soprattutto di debolezza dell’offerta turistica italiana. Intanto l’Isnart rileva che solo il 36,9% ha gi� le idee chiare sulle vacanze invernali, mentre il 63% degli italiani non intende spostarsi.

              Il ministro Scajola ha ricordato che il Governo in questi ultimi cinque anni ha investito 3 miliardi di euro nel settore, e che c’� stato uno stanziamento di 238 milioni di euro per quanto riguarda i fondi della legge 488. Pronta la replica delle Regioni: �Il Governo aveva promesso 300 milioni in tre anni – ha sottolineato Paolini – ma dei cento di quest’anno in Finanziaria ne sono finiti solo 10; per i sistemi turistici locali, che sono l’ossatura del sistema, non c’� neppure un euro. Insomma il tutto ha il sapore della beffa� ha rincarato all’unisono con altri assessori (Lombardia, Veneto, Liguria, Abruzzo, Toscana, Umbria). Per le Regioni � invece importante il decollo entro l’anno del megaportale Internet www. Italia.it promosso insieme con il ministero dell’Innovazione, con una spesa di 21 milioni.

              Critiche anche le valutazioni dell’Enit che ha potuto contare quest’anno su risorse straordinarie per 20 milioni (partir� una campagna pubblicitaria all’estero) mentre Spagna e Francia investiranno 160 milioni ciascuna. �La promozione all’estero ha bisogno di misure stabili e continuative e non una tantum� ha affermato il commissario straordinario Enit, Amedeo Ottaviani.

              Le attese del’Enit (che diventer� Agenzia per il turismo) sono improntate a un cauto ottimismo: gli arrivi dalla Germania dovrebbero migliorare, gli inglesi amano sempre di pi� l’Italia, i russi crescono a un tasso del 40%, gli scandinavi ritornano nella Penisola (+3%), per gli americani si prevedono incrementi apprezzabili (+10-20%), i giapponesi dovrebbero ritornare, il 2006 dovrebbe essere l’anno di indiani e cinesi.

              Ma la chiave di volta del rilancio – sottolinea l’Isnart-Unioncamere – saranno le citt� d’arte, per le quali si prevede una quota in crescita del 7,3%.E Federculture ricorda che l’Italia resta al top nel mondo per indice di attrazione turistica ma che ha sofferto �per l’assenza di una politica coordinata per il settore�. Il turismo culturale vale il 25% circa del totale e le famiglie. sottolinea Federculture – dal 2002 a oggi hanno incrementato del 5,5% la spesa.