Turismo: più lavoro malgrado la crisi

22/09/2004


           
           
           
           
          Turismo
          Numero 227, pag. 14 del 22/9/2004
           
          CONFERENZA NAZIONALE GENOVA/Unioncamere e ministero del lavoro.
          Le imprese creano 54 mila nuovi posti nel 2004
          Più lavoro malgrado la crisi
           
           
          In cerca di un rilancio di competitività, a dispetto degli ultimi risultati negativi, il settore del turismo continua a creare occupazione, aumentando l’offerta di strutture ricettive e di servizio sul territorio. Entro la fine del 2004, le imprese puntano a realizzare quasi 54 mila assunzioni, pari a un saldo occupazionale nell’anno in corso di 12.500 nuovi addetti (il 2,4% in più rispetto al 2003). Un quarto dei nuovi assunti dovrà avere un diploma o una laurea, mentre un ulteriore 24% dovrà avere una formazione professionale specifica.

          Tra le professioni specializzate, gli agenti di viaggio rappresentano l’assunzione più difficile da realizzare per le imprese. Il 35% delle assunzioni previste si concentra in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, ma è nel Lazio che i laureati troveranno più facilmente porte aperte. È questo il quadro dell’occupazione nel settore turistico che emerge dall’indagine Excelsior1 2004, realizzata da Unioncamere e ministero del lavoro, sui fabbisogni occupazionali delle imprese italiane, resa nota in concomitanza con la Conferenza sul turismo in corso a Genova.

          ´Il turismo’, ha detto intervenendo alla Conferenza di Genova il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, ´è un banco di prova fondamentale per la ripresa dell’economia. In nessun altro settore l’obiettivo di ”fare sistema” è altrettanto importante quanto nel turismo che rappresenta, soprattutto nel Mezzogiorno, un volano potentissimo per restituire competitività e concrete prospettive di crescita ai territori’. Delle 53.811 assunzioni previste quest’anno dalle imprese del turismo, 7.799 (il 14,5%) riguardano imprese lombarde. Praticamente appaiate seguono il Veneto (5.667) e l’Emilia Romagna (5.626 assunzioni attese).

          Negli ultimi quattro anni il numero di aziende turistiche iscritte al Registro delle imprese delle camere di commercio è cresciuto dell’8,5%, raggiungendo a fine giugno 2004 le 289.656 unità. La componente più dinamica di questo universo è quella delle agenzie di viaggi, cresciute numericamente del 25,3% nel periodo in esame. A giugno 2004 erano 11.953, prevalentemente concentrate in Lombardia (2.048 unità), Lazio (1.788) e Campania (1.193). In termini percentuali, tuttavia, nei quattro anni esaminati sono cresciute di più in Valle d’Aosta (+112,5%), Sardegna (+88,9%) e Calabria (+48,7%). Subito dopo le agenzie di viaggi si segnala la crescita dei ristoranti: +22,9% in quattro anni, per un totale a fine giungo 2004 pari a 87.673 unità.

          Altrettanto significativa (+21%) è stata la crescita di ostelli, rifugi e campeggi che alla fine dello scorso mese di giugno contavano 10.659 unità. Il primato dell’accoglienza più a stretto contatto con la natura, tra tende e baite, è della Toscana, con 1.884 strutture (il 53,9% in più negli ultimi quattro anni), seguita dal Trentino-Alto Adige (1.325 aziende, con una diminuzione del 18,6% nel periodo) e dalla Campania (774 strutture, il 39,5% in più rispetto al giugno 2000).

          Decisamente più contenuta la crescita delle imprese del settore alberghiero tradizionale (alberghi, hotel e pensioni) aumentate in quattro anni del 4,8% (1.331 unità in più), per un totale pari a 29.029 aziende a giugno 2004. Regno della vacanza più comoda è il Trentino Alto Adige, che può contare su 4.653 aziende turistiche specializzate (+4,6% nel periodo considerato). La regione alpina è incalzata da vicino dall’Emilia Romagna, che ospita 4.277 realtà alberghiere, con una dinamica tuttavia stazionaria negli ultimi quattro anni. A crescere di più sono state le regioni del Mezzogiorno: Molise (39,3%), Calabria (26,1%) e Puglia (24,9%) sono le realtà in cui più forte è stata la spinta a recuperare il distacco con il resto del paese quanto a capacità ricettiva.

          A esclusione del comparto della ristorazione, in cui ha fatto registrare una crescita sostanzialmente in linea con la media nazionale, negli ultimi quattro anni la struttura imprenditoriale del settore turistico del Mezzogiorno è cresciuta a un ritmo di oltre il doppio (il 14,6 contro il 6,3%) rispetto al dato del Centronord.