Turismo, pioggia di disdette sulla Capitale

06/11/2001



Martedi, 06 Novembre 2001


Turismo, pioggia di disdette sulla Capitale

Manifestazione del settore alberghiero. Confesercenti: "Servono interventi urgenti da parte del Governo". Roscioli: "Mai una crisi così negli ultimi vent’anni".

di S. N.


ROMA-La Capitale è quella che ne fa le spese maggiori: il 30% dei viaggi sono stati disdettati. L’economia di una città che vede nel turismo una delle sue principali risorse è messa a dura prova, dall’11 settembre in poi. Assoturismo e Confesercenti sono seriamente preoccupati e proprio a Roma, scendono in piazza per manifestare contro il Governo che si è rifiutato di stanziare fondi per aiutare il settore in questo particolare frangente. Alla manifestazione, in piazza Santi Apostoli, è annunciata la presenza di 3.500 persone, tra imprenditori e dipendenti che, per la prima volta, si presentano uniti nella protesta.

Adriana Spera, presidente della commissione per il turismo del Campidoglio dice sicura: "Abbiamo invitato il sindaco a prendere una posizione ufficiale e che spinga sul Governo. Perché questo settore non ha bisogno di promesse, ma di atti concrreti. Da parte nostra cercheremo di sollecitare un incontro con tutti gli assessori interessati per spingere tutti insieme in una direzione". L’esponente di Rifondazione comunista bacchetta però anche gli albergatori: "Serve un riposizionamento dell’offerta capitolina. Perché forse finora si è troppo puntato su un turista ricco e che ha bisogno di moltissimi punti d’appoggio. Forse un turismo giovane, familiare è quello che invece può essere una via d’uscita dal tunnel".  Da parte sua, Giuseppe Roscioli, presidente degli albergatori romani, prova a spiegare quanto sta accadendo: "Il momento non è poco felice ma triste. Alla bassa stagione s’è aggiunta una situazione in cui non si vedono sbocchi".

Dopo l’11 settembre e con l’inizio del conflitto in Afghanistan le agenzie di viaggio sono diventati uffici vuoti, deserti, abbandonati dai turisti. La categoria vuole essere aiutata, e chiedono al Governo la fiscalizzazione degli oneri sociali, la possibilità fino al 31 dicembre 2002 per Agenzie e Tour operator di usufruire della cassa integrazione straordinaria e dell’indennità di mobilità per lavoratori del settore, la riduzione al 10% dell’aliquota IVA per operazioni effettuate da Agenzie di Viaggi.

"Sono interventi da effettuare subito - attacca Giuseppe Boscoscuro, presidente Astoi, associazione tour operator italiani – perché se la situazione dovesse proseguire così per altri 60 giorni, molte aziende dovranno chiudere e moltissimi, tra agenzie e tour operator, saranno i posti di lavoro a rischio".

(5 NOVEMBRE 2001; ORE 19:11. Ultimo aggiornamento 6 NOVEMBRE; ORE 07:58)