Turismo: Per i tedeschi meno blu il mare italiano

14/02/2005

    lunedì 14 febbraio 2005

      TURISMO
      Per i tedeschi meno blu
      il mare italiano

        Giordano Stabile

          MILANO
          Mare e arte non bastano più e così le novità della Bit, la Borsa internazionale del turismo di Milano, quest’anno sono tutte orientate alla natura, al benessere e ai giovani. Con il debutto di nuovi saloni e nuovi «focus tematici». Un attivismo che cerca di contrastare un lungo periodo di stasi: il 2004 che si è chiuso con un calo delle presenze turistiche in Italia. La Bit sottolinea che la diminuzione si è concentrata soprattutto nei due mesi centrali dell’anno, mentre in autunno c’è stata una leggera ripresa. Ma Telefono Blu polemizza con il bilancio tracciato e punta il dito sui prezzi eccessivi, che hanno fatto calare le presenze straniere e italiane, nonostante sia aumentata la propensione a viaggiare.

            Mancano all’appello soprattutto i tedeschi, che trovano il mare della Croazia più conveniente di quello del Nord-Est. E se è difficile contrastare i concorrenti sui prezzi, la tendenza, nel nostro Paese, sembra quella di puntare sulla qualità e le nicchie. Tra le novità, Bit Green, che apre per la prima volta una vetrina sul turismo rurale, evoluzione dell’agriturismo, che punta a unire le attività agricole a quelle culturali e ricreative, tenendo conto che ci sono 800 «fattorie didattiche» già attive in Italia. Al padiglione 11 sono presenti oltre quaranta aziende: è possibile informarsi, prenotare, ma anche imparare qualcosa su tecniche agricole e tradizionali.

              Sempre nel solco del turismo «ecologico», Bit Gusto punta decisamente sull’enogastronomia e la cultura. E su questo mix si orientano gli stand regionali, specie quelli del Centro e del Sud. L’Abruzzo, per esempio, mette a disposizione una vulcanica sommelier per far degustare i migliori vini della regione, con valutazioni anche del pubblico, le bottiglie di pregio della regione. Mentre la Puglia ricostruisce in piccolo Castel del Monte e dedica uno stand alla fabbricazione in diretta dei santi in cartapesta che hanno reso famosa Lecce.

                Vini e cultura protagonisti anche allo stand del Piemonte, che incassa, soprattutto, la proposta di candidare Torino a sede della futura agenzia del Turismo europea. Una soluzione appetibile, poiché in Europa, nei prossimi cinque anni, si prevede che verranno creati tra i 2 e 3 milioni di nuovi posti, in un settore che fornisce il 9% di tutta l’occupazione. Vero è che sono spesso occupazioni con paghe basse e con un’alta percentuale di precari. Ma il settore, per i giovani tra i 18 e i 35 anni, è quello che offre le maggiori opportunità. In Italia ci sono già 1,6 milioni di occupati diretti e 2,4 indiretti. Per la prima volta la Bit si rivolge anche a chi sta cercando un lavoro nel turismo. Il nuovo salone Bit for Job, sempre al padiglione 11, con tremila metri quadrati di spazi, sarà aperto tutti i quattro giorni dell’esposizione, e si prevede sarà visitato da 10 mila giovani.

                  Le possibilità che queste occasioni di lavoro si concretizzino dipendono naturalmente dai futuri flussi turistici. Ma questi stessi flussi sono una questione di sopravvivenza per i Paesi del Sud-Est asiatico. Alla Bit è stata organizzata una conferenza interministeriale per promuovere il rilancio in quell’area, devastata dallo tsunami. E dai Paesi ospiti, dalla Thailandia all’Indonesia, è arrivato un appello ai turisti italiani: ritornate.

                    Puntano sicuramente sul 15% di italiani che hanno dichiarato in un recente sondaggio di voler trascorrere nei prossimi mesi le proprie vacanze in un Paese esotico, ma non hanno ancora deciso dove. Prima dello tsunami, comunque, quella parte del Pianeta ha conosciuto l’aumento più marcato di presenze degli ultimi anni, in progresso anche lo scorso anno di 12 milioni. E i Paesi del Sud-Est asiatico sono tra quelli che hanno il maggior sforzo in questa edizione della Bit. Con un nuovo ingresso, il Bangladesh, mai presente prima, mentre l’India ha raddoppiato gli spazi espositivi.