Turismo: per gli sportivi il giro d’affari sfiora i 4 miliardi

19/05/2003




              Sabato 17 Maggio 2003
              Turismo
              E per gli sportivi il giro d’affari sfiora i 4 miliardi


              DAL NOSTRO INVIATO

              TORINO – Chi sa quale commento avrebbe fatto Pierre de Coubertin, il promotore dei giochi olimpici moderni, alla notizia che l’anno scorso il turismo sportivo italiano ha generato un giro d’affari pari a 3,8 miliardi di euro, come è emerso dalla ricerca, la prima del genere, fatta dall’istituto Cirm per conto della Federalberghi e presentata nei giorni scorsi al Lingotto in occasione dell’assemblea generale della federazione.
              Per Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, «quello sportivo è un segmento che vale il 5,4% del fatturato annuale del turismo italiano e perciò di assoluto pregio; ma certamente potrebbe crescere ulteriormente se venisse attuata una politica di sviluppo delle infrastrutture sportive pubbliche.
              Più palestre, più campi da tennis, più piste ciclabili e più percorsi a tema sportivo non solo il località di vacanza sicuramente costituirebbero un validissimo trampolino di decollo per questa attività in grado di produrre anche lavoro destagionalizzato».
              Nello studio si trova che nel 2002 oltre nove dei 27 milioni di sportivi italiani hanno effettuato complessivamente 30 milioni di pernottamenti alberghieri, un terzo dei quali relativi allo sci. «Si tratta del 21,5% di tutti i pernottamenti degli italiani negli hotel del nostro Paese» ha precisato Bocca, ricordando che ammontano ormai a quasi 27 milioni i connazionali che praticano almeno uno sport.
              A livello amatoriale sono diventati oltre 20 milioni, mentre erano 8,3 milioni nel 1982; i dilettanti sono 6,5 milioni e i professionisti 10mila. In particolare, la "nazionale" degli amatoriali risulta composta da circa 19 milioni di maggiorenni e da 1,7 milioni di italiani con età compresa fra i sei e i 17 anni. Il 28,7% di questo team si dedica al calcio o al calcetto, il 22,4% allo sci alpino o da fondo, il 20,9% al nuoto. Seguono: corsa e jogging (18,4%), palestra con attrezzi (18,1%), ciclismo (12,1%), ginnastica e danza sportiva (11,1%), tennis (10,3%), pallavolo (3,5%) e atletica leggera (2,8%). Secondo lo studio, inoltre, nel 2002 il 15,6% dei 24,5 milioni di "sportivi-spettatori" ha speso un miliardo di euro per le trasferte al seguito delle squadre o degli atleti del cuore.
              RODOLFO BOSIO