Turismo: non passa più lo straniero

13/05/2004



 
 
 
 
ItaliaOggi Turismo
Numero 114, pag. 15 del 13/5/2004
Autore: di Bruno Mastragostino
 
Non passa più lo straniero
 
ISTAT/Nel 2003 arrivi a -0,4% e presenze -1%.
Segno più per i flussi interni.
Il crollo dei turisti esteri responsabile della crisi
 
Americani, giapponesi e tedeschi voltano le spalle al Belpaese. Il turismo nazionale, dopo il modesto incremento del 2002, ha segnato una leggera diminuzione, che sarebbe stata anche peggiore se gli italiani in gran numero non avessero deciso di passare più vacanze nel loro paese. È quanto emerge dalla rilevazione Istat su viaggi e vacanze in Italia.

I numeri dicono che nel 2003 si è verificato un calo degli arrivi nelle strutture ricettive dello 0,4%, dovuto esclusivamente agli stranieri in discesa del 5%, mentre i nostri connazionali hanno fatto rilevare un aumento del 3,2%. Dal dato disaggregato per trimestre affiora, in ogni caso, dopo le cadute dei primi tre trimestri, un recupero nella parte finale dell’anno.

Nel complesso, spiegano i tecnici dell’istituto di statistica, le strutture ricettive hanno comunque ospitato 81,7 milioni di persone, che hanno fatto registrare 341,6 milioni di presenze, diminuite però dell’1%, con gli stranieri a -5% e gli italiani a +1,8%. Secondo l’Istat, le vacanze hanno pesato per l’84,6% dell’insieme dei viaggi e sono quelle che hanno subito la flessione più significativa, mentre gli spostamenti per motivi di lavoro hanno contribuito al 15,4% del totale, resistendo meglio ai colpi della crisi.

Intanto, analogamente a quanto già emerso negli anni precedenti, è diminuita la propensione dei turisti a utilizzare gli alberghi (-1,7%) ed è salita la preferenza per le strutture complementari (-0,3%).

Soltanto il Mezzogiorno e il Nordest possono vantare un aumento delle presenze turistiche di italiani (+2,8 e +3,7% rispettivamente), mentre gli stranieri sono diminuiti ovunque, con un picco del 6,6% nel Centro Italia.

Quanto agli stranieri, quelli provenienti dagli otto paesi che incidono di più sul turismo italiano (con una quota del 72,5%) sono scesi del 5,1%. È stato perso il 14,9% dei giapponesi, il 3,5% degli americani, il 9% dei tedeschi e il 7,5% degli austriaci, ma sono migliorati gli arrivi dei francesi (+4%) e degli inglesi (+3,7%).

In relazione ai viaggi effettuati, sempre secondo l’Istat, nel 2003 il numero è stato pari a 94,7 milioni, di cui 80,1 milioni di viaggi per vacanza e 14,6 milioni per lavoro, confermando che le vacanze degli italiani sono sempre più mordi e fuggi.

Infatti i soggiorni sono caratterizzati dal calo di notti trascorse per vacanze lunghe (-6%), che riguarda in particolare i soggiorni pari o superiori a 15 notti, che nel 2003 hanno rappresentato il 20,9% delle vacanze lunghe contro il 24% del 2002.

Circa un quarto dei viaggi è stato fatto con visita a parenti o amici. Comunque, chi ha trascorso un soggiorno per riposo o svago si è recato in genere al mare (46,3%) o in montagna (19,8%).

Nei casi restanti, gli italiani sono andati in campagna o ai laghi, sfruttando spesso l’agriturismo, e nelle città d’arte.

Quanto alle destinazioni, l’Istat fa sapere che su 100 viaggi effettuati in Italia, sia di vacanza sia di lavoro, 11,5 sono in Toscana, 9,5 nel Lazio e 8,9 in Emilia Romagna, ma nei viaggi di lavoro vince il Lazio e in quelli di vacanza la Toscana.

Tra le mete estere, sempre su 100 viaggi, 19,6 sono in Francia, 11,9 in Spagna e 7,9 in Germania e, complessivamente, 79,9 in Europa e 20,1 nel resto del mondo. (riproduzione riservata)