Turismo: non c’è accordo sul nuovo Enit

02/03/2005

    mercoledì 2 marzo 2005
    sezione: IN PRIMO PIANO – pagina 4

    Pronte due ipotesi alternative sul rilancio dell’ente di promozione Limitato il ruolo di Sviluppo Italia
    Turismo, non c’è accordo sul nuovo Enit

    B. F.

    ROMA • Sulla gestione del sistema turistico nazionale il confronto nel Governo è ancora aperto. L’ultima versione del provvedimento sulla competitività, consegnata ieri ai sindacati, prevede una doppia ipotesi: la prima — proposta dal ministero delle Attività produttive — stabilisce la trasformazione dell’Enit in Agenzia nazionale per il turismo.

    La seconda ipotesi — definita « alternativa » — prevede invece la trasformazione dell’Enit in una spa che a sua volta può costituire nuove società e partecipare, « anche con quote di minoranza, ad enti, a consorzi e a società aventi scopi analoghi oaffini ai propri » . A detenere il pacchetto di maggioranza di Enit spa sarà lo Stato ma fino al limite « complessivo del 49% » le azioni potranno essere cedute o attribuite a Regioni ed enti locali, alle associazioni di imprese operanti nel settore nonché a Sviluppo Italia.
    Proprio il ruolo di Sviluppo Italia è stato al centro ieri del confronto nell’Esecutivo e anche con le Regioni. In una versione iniziale ( si veda « il Sole 24 Ore » di ieri) alla società veniva infatti affidato il compito di ereditare tutte le funzioni nonché il personale e il patrimonio dell’Enit attraverso la costituzione di una nuova « società per azioni, con capitale sociale iniziale di 50 milioni » denominata Italia turismo. Un’eventualità che la stessa Sviluppo Italia ha decisamente smentito con una nota diffusa ieri in cui si sottolinea che « l’ipotesi non è attualmente allo studio » .


    Confermate per ora dal nuovo testo del provvedimento le disposizioni su riforma degli incentivi alle imprese e fiscalità di vantaggio per chi opera nelle aree depresse del Sud e del Centro Nord nonché i sostegni per l’internazionalizzazione attraverso il maggior ruolo attribuito alla Simest.
    Ribadita anche la norma sul premio di concentrazione. Quest’ultimo consisterà in un credito d’imposta di cui potranno usufruire le microimprese ( escluse banche e assicurazioni) in misura pari al 5% dell’importo risultante dalla differenza tra la somma dei valori della produzione netta dichiarati ai fini Irap di tutte le imprese coinvolte nella concentrazione e il maggiore dei valori della produzione netta dichiarati da ciascuna delle imprese. Nel testo presentato alle parti sociali non vengono precisate le relative somme stanziate.