“Turismo” No al superdipartimento

06/02/2007
    martedì 6 febbraio 2007

    Pagina 22 – Turismo

      Si teme rafforzamento del ministero. Paolini: Enit può gestire l’osservatorio.

      No al superdipartimento
      Le regioni sono in allarme

        di Massimo Galli

        Le regioni sono in allarme: il superdipartimento del turismo, voluto da Francesco Rutelli (si veda ItaliaOggi del 1° febbraio), evoca lo spettro della ricostituzione di un ministero ad hoc. Che, peraltro, non sarebbe affatto sgradito a buona parte delle associazioni di categoria, soprattutto Federturismo-Confindustria e Confturismo-Confcommercio, che anche recentemente hanno criticato l’eccessivo potere affidato agli enti regionali con la riforma costituzionale del 2001.

        Non mancano, dunque, gli ingredienti per turbare il sonno delle regioni, che stavolta sono uscite allo scoperto per bocca di Mercedes Bresso, governatore del Piemonte. A proposito del nuovo dipartimento, parlando a nome del presidente delle regioni, Vasco Errani, Bresso ha affermato: ´Che esista una struttura tecnica che realizzi un coordinamento è una cosa, ma che questa struttura diventi un ministero, no: c’è stato anche un referendum sul tema. Abbiamo espresso le nostre posizioni di contrarietà’.

        Più chiaro di così. Dopo mesi all’insegna del dialogo, con l’avvio della cabina di regia nazionale e del nuovo Enit, ora la miccia rischia di far riesplodere i conflitti di competenza. A smorzare i toni è Enrico Paolini, coordinatore degli assessori al turismo, che però non rinuncia a mettere i puntini sulle i. In sostanza, le regioni erano d’accordo sul rafforzamento della struttura centrale, per aumentare l’efficienza operativa. Poi, però, le cose hanno preso un’altra piega. ´Ci ha messo in allarme il fatto che uno dei nuovi uffici dirigenziali si occupi di gestione delle risorse: in realtà, questo tocca alle regioni, perché il turismo è materia di nostra esclusiva competenza e si presuppone che le risorse vengano spese da noi’. E se è vero che i soldi messi a disposizione dalla Finanziaria verranno assegnati da un comitato paritetico governo-regioni, è altrettanto vero che urge un chiarimento. ´Rutelli ci aveva garantito che le competenze sarebbero state rispettate e non ho ragione di dubitarne. Non vorrei che questa iniziativa fosse una revanche centralista dell’apparato burocratico centrale, che però rischia di andare oltre i limiti che la Costituzione gli assegna: in questo caso si sbaglierebbe, perché noi non siamo disposti a rinunciare alle nostre prerogative’.

        Allo scottante tema sarà dedicata una delle prossime riunioni della conferenza delle regioni. Intanto anche l’assessore al turismo della Sicilia, Dore Misuraca, dice no a ipotesi di potenziamento delle competenze ministeriali.

        Ma c’è un altro fronte caldo, quello dell’Osservatorio nazionale del turismo, che, secondo fonti accreditate, Rutelli vorrebbe far gestire a Unioncamere. Ipotesi bocciata da Paolini, secondo il quale ´la gestione non può che essere pubblica, anche se Unioncamere, come ha detto Rutelli, avrà un ruolo importante nella costruzione dell’organismo. Ne discuterà il comitato per l’osservatorio. Credo, comunque, che anche l’Enit possa gestire la struttura e che si possa valutare questa ipotesi’. Un modo, questo, per rispedire al mittente la proposta di mettere il timone nelle mani di Unioncamere. (riproduzione riservata)