Turismo, Natale «magro» A picco presenze e affari

06/12/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Allarme Federalberghi: a fine anno minori ricavi per 3 miliardi

    Turismo, Natale «magro» A picco presenze e affari
    Michele Menichella
    ROMA – È ancora crisi per il turismo. Dopo le ripercussioni negative legate agli eventi dell’11 settembre, non si intravvedono segnali positivi né a breve scadenza (Natale e Capodanno) né nel medio periodo. Forse, ha sostenuto ieri Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi (Confcommercio) l’inversione di tendenza si registrerà nell’autunno 2002. Conti alla mano, Bocca ha riferito che a fine anno tutto il settore turistico incasserà il 4% in meno pari a 6mila miliardi di lire (più di 3 miliardi di euro) su un fatturato stimato in 150mila miliardi (77 miliardi di euro). Conti in rosso anche per gli albergatori che perderanno circa 2mila miliardi (un miliardo di euro) sui circa 40mila miliardi (20 miliardi di euro) fatturati annualmente. E in virtù della perdurante perdita della clientela gli albergatori (che danno lavoro annualmente a oltre 2 milioni di unità) temono di registrare un calo occupazionale di almeno 200mila unità se non interverranno misure straordinarie da parte del Governo. «Non chiediamo assistenzialismo – ha detto Bocca – ma solo interventi mirati per almeno 4-5 mesi che vadano nella direzione della fiscalizzazione degli oneri sociali. Altrimenti sarà tracollo e crisi profonda visto che i nostri concorrenti europei godono di condizioni di miglior favore, specie sul fronte dell’Iva da pagare sul turismo congressuale». Al Governo – ha aggiunto Bocca – rivolgiamo anche l’invito di utilizzare i 270 miliardi (139 milioni di euro) già stanziati dalla legge quadro per il 2001 che rischiano, invece, di essere dirottati altrove. Scartata del tutto la possibilità di abbassare i prezzi per attirare più clienti («sarebbe poi difficile riallinearsi ai livelli attuali» si è giustificato così Bocca) non resta che sperare in un incremento della domanda congressuale e nell’arrivo di più turisti dai nuovi mercati, sempre che si provveda a incrementare la promozione. Limitatamente alle prossime festività, secondo un sondaggio Cirm, andranno in vacanza due milioni di italiani in meno: da 9,6 si scenderà a 7,6 milioni di presenze nelle strutture ricettive e il fatturato si attesterà sui 7.500 miliardi di lire (3,8 miliardi di euro) contro i 10.500 (5,2 miliardi di euro) del 2000. E se le perdite saranno più limitate a Natale (4.200 miliardi contro i 4.300 del 2000, pari a 2,1-2,2 miliardi di euro) il fatturato di Capodanno si annuncia magro: solo 2.500 miliardi (1,2 miliardi di euro) contro i 4.550 del 2000 (2,2 miliardi di euro). Meta preferita per chi andrà in vacanza a Capodanno è la montagna (57,5% contro il 51,4% dello scorso anno) mentre caleranno dal 12,1 a 9,9% le partenze per l’estero.
    Giovedí 06 Dicembre 2001
 
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