Turismo: Napoli,l’incentivo raddoppia

23/04/2001

ALBERGHI & FINANZIAMENTI
E in Campania presentate centinaia di domande per ottenere sia i fondi della legge 488 sia quelli dell’Unione europea

Napoli,l’incentivo raddoppia

Gli imprenditori temono l’insufficienza delle risorse e i tempi lunghi dell’amministrazione locale

(NOSTRO SERVIZIO)

NAPOLI A Napoli e in tutta la Campania si è scatenata una corsa disordinata ai vari incentivi per il turismo. Da una parte c’è il secondo bando della legge 488, in scadenza il 31 maggio. Dall’altra ci sono i programmi cofinanziati da Bruxelles, i Pop. E all’orizzonte c’è il credito d’imposta appena attivato. Una confusa sovrapposizione alimentata dal fatto che per la 488 l’attribuzione di parametri regionali ha complicato l’iter, mentre parte delle imprese, pur ammesse al finanziamento, probabilmente resteranno a bocca asciutta per mancanza di fondi. Sul programma comunitario invece ci
sono le perplessità alimentate dalle esperienze passate (la Regione sta ancora pagando le spese dei ’94). Così gli imprenditori si tengono aperte tutte le porte fino all’ultimo momento, con il risultato però di ingolfare la macchina della burocrazia.

«Numerosi colleghi per adesso hanno scelto di presentare domande di finanziamento sia per i Pop comunitari sia per la legge 488 – spiega il presidente degli albergatori della Campania, Luciano Bazzoli, che è anche vicepresidente di Federalberghi – Poi, in fase di istruttoria più avanzata, si sceglierà». «Ma stiamo anche procedendo – aggiunge Toni Petruzzi, presidente degli albergatori di Capri – per ottenere le agevolazioni previste dalla Finanziaria: parlo, per intenderci del credito d’imposta».

«Di fronte alla lentezza nell’analisi e nell’erogazione dei contributi per investimenti spesso già effettuati molti anni prima, bisogna inventarsi soluzioni difensive. Bisogna cioè capire quali sono le misure più rapide per vedere onorato il proprio incentivo – fa notare Ruggero Fimiani, presidente della sezione Turismo dell’Unione industriali di Napoli – ecco perché poi si presentano varie domande per gli stessi progetti. Per il precedente bando della 488, per esempio, siamo in attesa di conoscere modi e tempi della liquidazione dei progetti ammessi a finanziamento».

Il precedente bando, ad onore di cronaca, ha consentito il finanziamento di 295 iniziative sulle 550 ammesse (su 966 presentate), per un totale di 191 miliardi da dividere. «Adesso – dice ancora Bazzoli – in assessorato regionale si stima un flusso di almeno 1.200 domande, Ma molte di queste, almeno il 50-60%, figurano anche in altri piani di incentivo, proprio per le ragioni di cui parlavo prima. D’altra parte non ci possono accusare di giocare su più tavoli».

Gli operatori turistici campani ne fanno una questione di qualità dei programmi e appunto di tempistica. «Porto solo qualche dato – continua il vicepresidente di Federalberghi – il prossimo 30 aprile saranno in rendicontazione, finalmente, le spese delle imprese ammesse alle gevolazioni del Pop ’97 che comprende, giusto per ricordarlo, le tre annualità precedenti. Voglio dire che il 30 aprile 2001 saranno passati in esame i rendimenti conti degli investimenti effettuati, magari, nel 1994. Mentre poi ci sentiamo tranquilli sui tempi del Pop ’99, devo sottolineare come si sia ancora in attesa della graduatoria del Programma’98: e tutto per colpa dei ribaltoni e delle crisi amministrativo-politiche».

«Poi ci propongono la 488 come panacea – conclude Una legge che per i nuovi requisiti previsti e per la rigidità insita obbliga ad abbassare all’inverosimile la soglia di contributo richiesta: ho l’impressione che così si distribuiranno soldi un po’ a tutti senza sostenere alcuna iniziativa per davvero».

Dunque, nel mirino la lentezza della Regione nell’elaborare le graduatorie dei fondi comunitari e nell’individuazione dei parametri della 488. La difesa spetta di diritto all’assessore al Turismo, Antonio Valiante, che è anche il vice di Bassolino nella Giunta. Alquanto secca la replica alla valanga di accuse: «Per quel che riguarda la 488 – spiega l’assessore – ci siamo limitati a razionalizzare le categorie per la stesura delle graduatorie e a individuare altre sei attività in aggiunta a quelle nazionali, cui concedere la possibilità di concorrere all’incentivazione: penso alle strutture congressuali come alle tenne e ai parchi giochi. li discorso Pop è diverso: è vero che la Regione deve scontare anni di precedente caos. Ma, a parte il bando 1998. siamo in attesa della documentazione da parte degli operatori per procedere con i vari pagamenti. In ogni caso, rivolgo un invito agli imprenditori: devono abituarsi a collaborare con noi. E devono anche abituarsi a sfruttare più forme di agevolazioni. Certo, scommettendo sulla bontà reale dei propri progetti».

E di progetti buoni la Campania, ma soprattutto Napoli, hanno davvero bisogno, per portare i offerta a livelli qualitativi e quantitativi più consoni al nuovo rango che la città e la regione si vogliono dare nel panorama turistico italiano.

Francesco Mariano