Turismo, l’Ocse critica l’Italia

22/09/2003



      Sabato 20 Settembre 2003

      Turismo




      Turismo, l’Ocse critica l’Italia

      Alla Conferenza di Lugano sotto i riflettori il basso livello di investimenti in innovazione e promozione

      VINCENZO CHIERCHIA


      DAL NOSTRO INVIATO LUGANO – Molti Paesi, dal Canada al Sud Africa, stanno massicciamente rilanciando gli investimenti nel settore turistico, invece l’Italia resta al palo, proprio nella seconda stagione negativa consecutiva, e si merita parecchie note critiche durante i lavori della Conferenza su turismo e innovazione organizzata dall’Ocse e dall’Università di Lugano. E all’Ocse non nascondono la preoccupazione per le difficoltà manifestate in questo momento da Paesi chiave nello scenario del turismo come l’Italia, visto che dopo l’11 settembre 2001 il quadro ha subito gravi contraccolpi, mentre ora si sta profilando una ripresa. «Abbiamo acceso i riflettori – spiega Alain Dupeyras, capo del progetto turismo dell’Ocse – e seguiamo attentamente l’evoluzione delle iniziative dell’Italia e soprattutto gli investimenti messi in cantiere per l’innovazione nel campo turistico. Oggi tanti Paesi stanno accelerando mentre l’Italia ha seguito un percorso diverso, tutto da valutare. Certo oggi occorre investire e pesantemente, se non ci si muove su questa strada si rischia. Il turismo del resto svolge un ruolo chiave per lo sviluppo globale». E in ambito Ocse, in via ancora ufficiosa, non risparmiano delle "bacchettate" a questi Paesi che, pur giocando un ruolo leader nello scenario internazionale del turismo, hanno raffreddato gli investimenti per la promozione e l’innovazione. E Luigi Cabrini, rappresentante per l’Europa dell’Organizzazione mondiale del turismo (Wto-Onu), sottolinea innanzitutto che siamo in un momento delicato e che occorre che si consolidi il recupero evidenziatosi dopo la débacle seguita agli attentati dell’11 settembre 2001. «Gli indicatori mondiali del turismo sono in recupero – spiega – ma questa fase è cruciale, la consistenza della ripresa verrà verificata proprio in questi mesi». Le attese del Wto-Onu, nello scenario caso più favorevole, sono orientate su una crescita del turismo globale intorno al 2-3% in base alle ultime stime circolate a Lugano. «Abbiamo più volte espresso valutazioni critiche – aggiunge Cabrini – sulla frammentazione delle iniziative di promozione turistica». E proprio la strada scelta dall’Italia e sulla quale oggi il Paese si trova praticamente arenato, mentre lo scenario internazionale emerso alla Conferenza Ocse indica che numerosi Paesi, come Sud Africa, Malta, Svizzera, Germania, Stati Uniti, Australia, stanno imprimendo una marcata accelerazione all’innovazione nel settore e agli interventi per lo sviluppo e la promozione. Gli Stati Uniti hanno messo in campo 50 miliardi di dollari per recuperare la crisi dei flussi turistici dopo l’11 settembre. Il Governo francese ha stanziato 80 milioni di euro per la propria agenzia di promozione. Il Canada nel 2002 ha investito circa 200 milioni di dollari (e coinvolto 1.300 aziende partner delle campagne promozionali nel mondo). Malta è destinazione leader in Europa per i corsi estivi d’inglese. Nello scenario di Lugano è rimarcata senza equivoci la situazione dell’Italia denunciata ufficialmente dagli operatori al Governo. Il presidente di Federturismo-Confindustria, Costanzo Jannotti Pecci, ha ufficialmente chiesto all’Esecutivo di affrontare il divario di risorse tra l’Italia e gli altri Paesi. Bernabò Bocca, alla guida di Federalberghi-Confturismo, denuncia la paralisi dell’Enit e lo stallo della legge 488. L’anno scorso l’Enit ebbe 35 milioni di euro, scesi a 28 milioni nel 2003 e per quest’anno, di fronte a una richiesta (giudicata inadeguata dagli imprenditori) di 45 milioni di euro probabilmente ce ne saranno meno della metà. Intanto il bando della legge 488 di incentivazione degli investimenti nel turismo è ormai bloccato e – come ricordano i tecnici dell’Ocse – la paralisi degli investimenti nell’innovazione è una situazione criticabile e ad alto rischio per il settore turistico.