Turismo: «L’Italia segua il modello Alicante»

28/04/2005
    giovedì 28 aprile 2005

    Economia Italiana – pagina 17

    IL RILANCIO DEL TURISMO • I tour operator stranieri chiedono una svolta e accusano: vacanze troppo care nella Penisola
    «L’Italia segua il modello Alicante»
    La città spagnola ha puntato sulle compagnie low cost e in dieci anni le presenze dall’estero sono quintuplicate

      VINCENZO CHIERCHIA

        MILANO • « Se l’Italia vuole rilanciare l’industria turistica deve puntare al massimo sulla diffusione dei voli low cost e di Internet. E deve applicare il modello Alicante, che ha fatto la fortuna anche di diverse aree della Spagna ». Parola di Andrew Cooper, direttore generale dell’Ifto, l’associazione europea dei tour operator. « L’Italia è troppo cara — afferma Cooper —. I livelli dei pacchetti turistici venduti verso il vostro Paese continuano a declinare nel complesso perché la domanda di massa in Europa privilegia altre destinazioni. Le grandi aree in crescita sono Bulgaria, Egitto, Turchia, Tunisia e Marocco. Per recuperare, l’Italia dovrebbe investire massicciamente sui voli a basso costo che trainano un flusso crescente di persone e sugli accessi commerciali online per il settore turistico, ormai il 25 30% dei viaggi viene comprato su Internet » . In Italia invece solo il 2% circa dei pacchetti turistici transita su Internet ( dati Astoi) e i tour operator temono lo scontro frontale con i network di agenzie di viaggi se dilagasse la vendita diretta dei pacchetti.

        « Arrivare in macchina in Italia oggi è troppo caro — aggiunge Mally Mamberto, presidente di Incoming Italia, consorzio di tour operator che accoglie oltre 10 milioni di turisti stranieri —. Dall’Austria e dalla Germania oggi privilegiano la Riviera adriatica croata. I low cost fanno la differenza. Dove ci sono i voli a basso costo il turismo, anche dalla Germania, tiene».

        « All’Italia serve una svolta radicale — rileva Cristoph Zuber, presidente di Hotelplan Svizzera . Occorrono investimenti massicci per seguire i trend di mercato».

          « L’industria del trasporto arereo cresce di continuo — aggiunge Gunter Ilhau, top manager del gruppo tedesco Tui —. Fino al 2010 il traffico aereo crescerà del 4% l’anno. E i voli low cost del 20% almeno. L’Italia deve assecondare l’evoluzione del mercato con gli investimenti » .
          E così Cooper rilancia il modello Alicante per l’Italia. « La Spagna ha investito massicciamente sui low cost — sottolinea —. Su Alicante ci sono 180 voli a settimana, soltanto dalla Gran Bretagna. Lo scalo spagnolo è servito da 12 compagnie a basso costo » . Come dire che sulla città costiera spagnola c’è un vero e proprio ponte aereo. E in dieci anni gli stranieri sono quintuplicati. « Ha vinto un modello integrato — commenta Carlos Hernandez, diplomatico e top manager dell’Ente turistico iberico —. Nell’area di Alicante ci sono mare, grandi alberghi e turismo legato al golf. In origine l’area di Alicante era solo un posto di vacanza per i madrileni. Oggi gli spagnoli sono una netta minoranza, mentre il turismo estero è preponderante, grazie appunto ai massicci investimenti sulle infrastrutture aeroportuali e sui voli low cost che portano qui da tutta Europa turisti senza interruzione » . E per quest’anno la Spagna si prepara ( stime Ciset) ad accogliere almeno 54 milioni di turisti stranieri (+ 3% circa sul 2004) mentre l’Italia reguistra oggi un calo delle prenotazioni del 7 8 per cento.