«Turismo, lavoro nero in un`azienda su due»

05/08/2011

Cesena: Ufficio ciel lavoro: 68 sanzioni su 136 controlli

IL SINDACATO Filcams Cgil del settore turismo, commercio e servizi, lancia una campagna per contrastare il lavoro nero ed allo stesso tempo sostenere gli imprenditori onesti. Prendendo spunto dalla campagna nazionale lanciata dalla stessa Cgil, ieri nel corso di una conferenza stampa tenutasi al Ponte del Gatto, i sindacalisti Ercole Pappalardo e Paolo Montalti hanno illustrato i dati sulla lotta al lavoro abusivo e annunciato nuove iniziative. LE STATISTICHE riferite al settore terziario della provincia stilate nel primo semestre 2011 dalla Direzione provinciale del lavoro,
indicano ispezioni in 188 aziende, dove sono state effettuate 85 maxi sanzioni per lavoro nero (il 45,21 per cento). Facendo un focus sul settore dei pubblici esercizi e aziende turistiche della zona mare, quindi Cesenatico, Gatteo Mare e San Mauro Mare, la percentuale sale sensibilmente: in 136 ditte, sono state elevate 68 maxi sanzioni per lavoro nero, pari al 50 per cento tondo tondo. In «Fenomeno preoccupante I Comuni dovrebbero coordinarsi con altri enti» parole povere la metà delle aziende ispezionate assume lavoratori in nero. Secondo Pappalardo questo è un segnale preoccupante e per porvi rimedio le istituzioni devono far fronte comune: «In autunno organizzeremo a Cesenatico una grande iniziativa per dialogare con gli enti locali. A nostro avviso i comuni devono farsi promotori
di azioni per azioni di coordinamento contro il lavoro nero, coinvolgendo Inps, Inail, Guardia di finanza e Direzione provinciale del lavoro. In altri comuni i vigili lo fanno già e i risultati sono buoni. Ci rendiamo conto che c`è la crisi e il problema non si risolve con le denunce. Per questo vogliamo costruire un rapporto vero con le associazioni di categoria e le Amministrazioni comunali». «IL NOSTRO obiettivo – prosegue Paolo Montalti – è fare informazione, perché il fenomeno del lavoro nero e irregolare è molto diffuso. Intendiamo diffondere una cultura della legalità, anche per tutelare gli albergatori onesti che assumono regolarmente e versano i contributi ai dipendenti». Nel frattempo emergono dati nuovi sulla provenienza degli stagionali: in gran parte sono stranieri, per il 70 per cento rumeni, seguono moldavi, marocchini, albanesi e cinesi. E` curioso notare come, nonostante lo status di comunitari, fra i rumeni sia ancora vivo il fenomeno del caporalato.