Turismo lasciato alla deriva senza àncora di salvataggio

15/11/2004


             
            Turismo
            Numero 272, pag. 7
            del 13/11/2004
             
            Turismo lasciato alla deriva senza àncora di salvataggio
             
            Lo denuncia l’ultimo rapporto Eurispes sul settore. L’Iva pesante zavorra.
             
            Un paradiso terrestre che non sa coltivare i suoi frutti: è il Belpaese che non sa governare la sua principale industria, quella del turismo, secondo il quadro disegnato dal rapporto Eurispes sull’industria del turismo in Italia, presentato in occasione delle due ´giornate nazionali del turismo’, promosse dalla Margherita che si svolgono a Rimini nella sala polivalente della provincia.

            ´Dal 2000 al 2003, l’Italia ha perso circa 3 milioni di presenze straniere, con un saldo negativo di quasi 4 miliardi di euro annui. Il bilancio del 2004 sembra ancora più pesante, in quanto le presenze straniere nel nostro paese si sono ridotte del 10%, altri 4 milioni in meno rispetto al 2003′.

            Sempre secondo il quadro tracciato dall’Eurispes, ´il turismo italiano attraversa una delle crisi più profonde degli ultimi anni: la crisi del settore ha colpito un po’ tutte le regioni con forti cali: del 15-20% per il turismo tedesco, austriaco e svizzero in Liguria; del 30% per quello tedesco in Campania, mentre i Laghi del Nord Italia hanno registrato flessioni del 15% ed Emilia Romagna e Marche del 10%’.

            Quali le cause di una flessione delle presenze in Italia del 2%, che diventano il 3,8% se si parla di turisti stranieri? Secondo la ricerca di Eurispes sono molteplici: dai prezzi esosi degli alberghi ai costi elevatissimi di bar, ristoranti e spiagge; dalla riduzione del budget dell’Enit per la comunicazione sull’Italia alle strutture alberghiere vecchie e inadeguate.

            ´Ad aggravare la situazione’, spiega la ricerca, ´il peso dell’Iva, che attualmente penalizza fortemente l’Italia, dove al turismo è applicata un’Iva del 10%, contro l’8% della Grecia, il 7% della Spagna, il 5,5% della Francia, il 5% del Portogallo, il 3,5% della Svizzera e il 3% del Lussemburgo’.

            Il turismo straniero è il settore nel quale nel 2003 e nei primi mesi del 2004 si è sentita con maggior incisività la crisi del comparto turistico italiano. L’unica eccezione è Roma, grazie anche ai forti investimenti nel settore della promozione. Nei primi mesi del 2004 (gennaio-luglio) hanno registrato una flessione anche i viaggi all’estero degli italiani: 23.772.000 viaggiatori contro i 28.913.000 dello stesso periodo del 2003. Fra gli stati esteri, le mete privilegiate dagli italiani, nel 2003, sono state Svizzera, Francia, Slovenia, Germania e Austria.

            Contrariamente all’Italia, che attraversa un periodo nero sul fronte del turismo, certamente aggravato dalla drastica riduzione dei finanziamenti pubblici, i paesi del Mediterraneo mostrano, grazie alla crescita degli investimenti nel settore e allo sviluppo dell’offerta ricettiva, una buona capacità competitiva. Si stima che l’attrazione dell’Italia, a livello internazionale, scenderà dal 7,6 al 5,5%.

            ´Un vespaio di leggi decreti e regolamenti, che portano a inevitabili sovrapposizioni, frammentazioni e incroci di competenze fra una miriade di organismi a diversi livelli, sono forse il male più grave della nostra situazione sul fronte del turismo’, ha commentato il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara. ´Oggi’, ha proseguito Fara, ´ci troviamo di fronte non a un sistema Italia in campo turistico, ma a una serie di 20 sottosistemi regionali strutturati in maniera spesso totalmente difforme fra regione e regione, con altrettante strategie di marketing che inevitabilmente portano alla competizione fra di loro sui mercati internazionali. Manca una vera politica di governo della complessità e di promozione del ”prodotto Italia” all’estero’.