Turismo: l’addio degli stranieri al Belpaese

13/09/2004


            domenica 12 settembre 2004
            sezione: TURISMO – pag: 10
            IL BUSINESS DELLE VACANZE • I tour operator lanciano l’allarme: nel 2004 previsto un calo del 15% dopo il -5% dell’anno scorso
            L’addio degli stranieri al Belpaese
            Paesi chiave come Germania e Austria riducono l’interesse per l’Italia – Ottaviani (Enit) avverte: sono troppo alti i prezzi dei servizi

            VINCENZO CHIERCHIA

            MILANO • «Prezzi troppo alti, Italia auf wiedersehen». È questo il commento ricorrente ormai tra i tour operator tedeschi (dalla Germania arriva poco meno del 35% di tutti i turisti stranieri) così come quelli di molti altri Paesi che lavorano con l’Italia.

            Il consuntivo della stagione 2004 sta delineando risultati molto negativi per quanto riguarda gli arrivi di turisti d’Oltralpe. Secondo le ricognizioni dell’Astoi, l’associazione dei tour operator italiani, si registra una flessione media intorno al 15% (con picchi negativi fino al 30% in alcune aree per tedeschi e austriaci) per quanto concerne i pacchetti di viaggio. Qualche difficoltà si evidenzia anche per quanto riguarda olandesi e belgi. Tiene invece il turismo da Gran Bretagna, Russia ed Est Europa.

            A livello di aree la Liguria — ricordano all’Astoi — accusa flessioni intorno al 15-20% per tedeschi, austriaci e svizzeri. Trend invariato per olandesi, belgi, inglesi e russi. In Campania la tendenza è stabile in generale con un tracollo dei tedeschi (-30%). In Trentino si registra in particolare una flessione degli inglesi (tra il 20-25%). I laghi del Nord Italia, nel complesso, accusano cali intorno al 15% per tedeschi, austriaci, olandesi e belgi. Puglia, Calabria e Basilicata registrano una crescita degli arrivi dall’Est Europa (+20%) mentre cedono tedeschi e austriaci (-30%) e svizzeri (-15%). Tra Emilia-Romagna e Marche tedeschi e austriaci in flessione del 10 per cento. Svizzeri in aumento in Veneto (+15%), ma anche in questo caso tedeschi e austriaci calano (-20%).

            Il quadro delineato dai tour operator sugli arrivi dall’estero è pesante. L’Italia deve «organizzare al meglio la vendita dei servizi turistici all’estero e puntare sulla qualità, perché su quella non ci batte nessuno» ha affermato il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano. Ma il rilancio dell’Enit da molti mesi non decolla.

            «Ad agosto abbiamo registrato defezioni soprattutto nelle regioni a vocazione balnerare — commenta Amedeo Ottaviani, presidente dell’Enit —. Il turismo tedesco, che ha fatto sempre la parte del leone in queste località marittime, quest’anno ha registrato un calo delle presenze del 10% almeno. L’economia tedesca non è andata bene quest’anno e i prezzi bassi della Croazia hanno fatto il resto. Non bisogna addossare al settore alberghiero l’aumento dei prezzi — aggiunge —. I rincari ci sono stati ma non tanto negli alberghi quanto nei servizi che sono di corollario alla vacanza e di cui il turista ha bisogno. Una ripresa, invece, anche se non elevata si è registrata nel turismo americano e giapponese in particolare a Roma. I turisti non visitano più le g randi città solo per l’immenso patrimonio culturale che offrono ma anche per eventi e manifestazioni che le animano». I tour operator rilanciano l’allarme prezzi: «Ho rilevato — sostiene Angelo Guglielmi, vicepresidente Astoi — differenze del 500% tra alta e bassa stagione nei residence e del 300% negli alberghi. Servono incentivi ai turisti e tagli all’Iva».

            Il 2004 è «uno degli anni peggiori per il turismo italiano» commenta il presidente di Federturismo-Confindustria, Costanzo Jannotti Pecci. «Resto perplesso — aggiunge — sulla assegnazione delle competenze sul turismo alle Regioni. Bisogna rimettere in discussione il sistema federalista perchè non può esistere un turismo senza una partecipazione e un ruolo centrale di coordinamento del Governo. Altrimenti il nostro posto nella graduatoria internazionale scenderà».