TURISMO: LA SITUAZIONE CONTRATTUALE NEL LITORALE VENETO

03/08/2012

3 agosto 2012

Turismo: la situazione contrattuale nel litorale Veneto

La Filcams Cgil Metropolitana Venezia è impegnata nel settore del turismo per cercare di ridefinire, e migliorare, la sfera contrattuale dei tanti lavoratori del settore.
Tre le principali controparti con le quali sono stati intrapresi percorsi negoziali che hanno portato a soddisfacenti risultati.
Mercoledì 31 luglio è stato sottoscritto il rinnovo del contratto integrativo alla Jesolo Turismo S.p.A. per circa un centinaio di addetti stagionali adibiti ai servizi spiaggia.
La trattativa si era avviata in primavera ed aveva evidenziato subito delle grosse difficoltà dovute ai profondi mutamenti avvenuti nel turismo jesolano in questi ultimi anni, soprattutto per le ricadute della pesante crisi economia globale.
La conclusione della vertenza ha portato ad un accordo ponte della durata di un anno che istituisce una Commissione Paritetica che durante l’autunno valuterà eventuali migliorie organizzative e un aumento salariale di 30 euro mensili a partire dal 1 gennaio 2012.
Questo permette, oltre al consolidamento degli istituti contrattuali conquistati nelle varie tornate negoziali di secondo livello come ad esempio pianta organica(certezza individuale del numero di mensilità annue lavorative), salario variabile e buoni pasto, l’aumento della quota economica del terzo elemento aziendale, oggi di oltre 530 euro mensili, estesa a tutti gli addetti ai servizi spiaggia(alcune figure prima erano escluse).
Nel litorale bibionese invece, il 20 aprile scorso è stato sottoscritto presso la Provincia di Venezia il verbale d’accordo con la Bibione Spiaggia s.r.l. L’azienda nel mese di dicembre 2011 aveva comunicato ai sindacati e alla Rappresentanti sindacali unitari, la disdetta del contratto integrativo aziendale e successivamente aveva avviato la procedura prevista dal CCNL del turismo per terziarizzare il servizio di salvataggio, lasciando a casa circa 45 assistenti ai bagnanti.
La forte mobilitazione dei lavoratori ha permesso di respingere l’arroganza aziendale, che si è vista costretta a riconoscere comunque i diritti conquistati negli anni, come ad esempio il terzo elemento aziendale che varia da circa 330 euro mensili a 420 euro mensili, in base all’anzianità lavorativa e alla condizione di stagionale o di assunzione a tempo indeterminato(la quota economica più alta è riservata agli stagionali). Confermata anche la pianta organica, quindi la certezza del numero di mensilità individualmente svolte durante la stagione estiva.
La terziarizzazione del servizio di salvataggio è stata respinta a fronte di un accordo sulla flessibilità di orario e oggi le 45 maestranze stanno svolgendo regolarmente il proprio servizio per la società.
Alla Bibione Mare S.p.A. sono stati rinnovati gli accordi aziendali passati, stabilendo: la certezza delle 6 mensilità lavorative per gran parte degli addetti, il terzo elemento aziendale, che in quella realtà è di oltre 180 euro mensili, ed il salario variabile che rappresenta quasi un rateo aggiuntivo.
Le maestranze del settore vivono una situazione complicatissima dovuta innanzitutto alle migliaia e migliaia di domande di assunzione provenienti dall’entroterra falcidiato dalla crisi, con la facilità per le aziende di procurarsi manodopera specializzata a basso costo, e la paura per il rinnovo delle concessioni demaniali che avverrà nel 2016, che stanno portando tantissimi esercenti degli stabilimenti balneari non solo a non fare alcun tipo di investimento, ma anche a risparmiare sul costo del lavoro il più possibile per raggiungere il maggior profitto in quelli che per loro potrebbero essere gli ultimi anni di gestione della spiaggia del nostro litorale.

“Ci riteniamo soddisfatti dei risultati raggiunti” affermano Paolo Baccaglini e Caterina Boato della Filcams Cgil Metropolitana Venezia, “a dimostrazione che l’azione contrattuale della Filcams Cgil Metropolitana di Venezia nel litorale veneto è ancora in grado di salvaguardare e migliorare le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori, a partire dai livelli salariali aziendali, inimmaginabili in altri settori, piuttosto che la certezza nel numero di mesi lavorativi, importantissimo elemento di sicurezza nella precarietà strutturale della stagione estiva. Senza dimenticare le terziarizzazioni che riteniamo.”