Turismo k.o.

28/09/2001


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Turismo k.o.
Venerdì 28 Settembre 2001
Persi seicento miliardi
Marzano: stato di crisi
 
ROMA
Temuta, evocata, prevista, la crisi è purtroppo arrivata. L’industria del turismo in Italia (140 mila miliardi di lire in termini di valore aggiunto, 2 milioni di occupati) paga pesantemente il prezzo dell’emergenza scatenata dagli attentati dell’11 settembre negli Stati Uniti. Ieri, intervenendo alla Giornata mondiale del turismo organizzata a Roma dalla Confcommercio, il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, ha dichiarato che chiederà lo stato di crisi temporanea per tutto il settore. «E’ difficile inserire degli interventi di sostegno già in questa Finanziaria – ha spiegato Marzano – ma non mancheranno provvedimenti in sede separata».
La crisi è arrivata in un momento felice per il mercato del turismo: prima degli ultimi avvenimenti, le stime parlavano di 35,8 milioni di stranieri in visita quest’anno nel nostro paese (»3,2% rispetto al 2000), con un ulteriore incremento del 2,8% nel 2002. Il tasso più alto di crescita (3,1%) sarebbe stato fatto registrare dai paesi extraeuropei, Stati Uniti in testa (»5,5%). Cifre che, ora, devono essere corrette al ribasso: secondo i dati dell’osservatorio Confturismo-Ciset, da settembre a dicembre sconteremo una flessione dell’incoming di 700 mila unità, con una riduzione del fatturato di oltre 600 miliardi di lire (quasi la metà è rappresentata dalla mancata spesa dei turisti americani). La situazione non sembra destinata a migliorare nel 2002: se si annullerà l’effetto psicologico, dicono gli esperti, le perdite potrebbero fermarsi a 93 miliardi, altrimenti scivoleranno fino a 1700 miliardi di lire. A peggiorare ulteriormente la situazione, il calo del flusso turistico interno: un sondaggio dell’Istituto Cirm prevede che il 54% degli italiani potrebbe ridurre la durata delle prossime vacanze.
Per limitare i danni e incoraggiare la ripresa del settore, il presidente della Confcommercio Sergio Billè ha sollecitato il governo all’approvazione di un pacchetto di misure: l’estensione della cassa integrazione, il differimento dei termini per i versamenti di imposte e contributi, la detraibilità dell’Iva per il turismo d’affari, l’estensione del credito d’imposta anche ai contratti a tempo determinato e la fiscalizzazione degli oneri sociali. Misure che, ha detto il ministro Marzano, non potranno essere contenute in questa Finanziaria.


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