Turismo: Italia in affanno

20/02/2006
    domenica 19 febbraio 2006

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    Turismo, Italia in affanno
    � poco competitiva

      L’anno scorso il settore � cresciuto solo dell’1%
      Al Belpaese gli stranieri preferiscono altre mete

        di Luigina Venturelli / Milano

          BELPAESE Il – turismo italiano tiene, ma non entusiasma. Esce dalla recessione degli ultimi anni, ma non va oltre il misero 0,2% di crescita registrato nel 2005. A fare il punto sul settore delle meraviglie sottoutilizzate del Belpaese � la Bit, la Borsa Internazionale del Turismo che ieri ha aperto alla fiera di Milano la sua 26esima edizione: oltre 5mila espositori e 150 mila presenze attese per quella che il presidente di ExpoCts Adalberto Corsi non esita definire �la pi� importante industria al mondo per fatturato, numero di occupati, prospettive di sviluppo�.

            Solo che l’Italia, in questo quadro di magnificenza globale, non se la passa troppo bene. Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio nazionale sul turismo, il 2005 si � chiuso con una sostanziale conferma della spesa degli italiani per le vacanze: 46 milioni di euro, pari allo 0,2% in pi� del poco entusiasmante 2004, con una tendenza al contenimento delle vacanze supplementari (meno 12,2%) per concentrare le risorse su un’unica vacanza all’anno (pi� 8,1%). Non cresce nemmeno l’afflusso del turismo straniero, sempre pi� allettato dalla concorrenza serrata di altre mete internazionali: il 50,5% degli operatori europei che commercializzano il Belpaese prevedono per il 2006 una stabilit� dei flussi, mentre il 15,5% si aspetta una diminuzione della domanda.

              L’Italia, insomma, mantiene il suo fascino di museo diffuso dagli infiniti reperti storici e artistici, ma continua ad essere ai margini del grande turismo di massa dei viaggi organizzati e low-cost. Non ha potuto che prenderne atto il ministro delle Attivit� produttive Scajola: �Il comparto non ha pi� il posto che gli compete nel quadro mondiale. Nel 1970 eravamo al primo posto per gli arrivi turistici internazionali, oggi siamo scesi al quinto, con una quota del mercato mondiale del 5% nettamente al di sotto delle possibilit� di un paese come l’Italia�. Il turismo nazionale occupa oltre 2 milioni di persone e contribuisce all’economia nazionale per il 12% del Pil, ma �la crescita intorno all’1% dello scorso anno � un dato troppo basso di fronte a un mercato mondiale in espansione�. Ma il ministro non ha rilevato alcuna responsabilit� governativa, ha promesso 3 miliardi di euro al comparto ed annunciato una campagna promozionale dell’Enit da 20 milioni di euro.

                Ha invece ribadito la necessit� di misure governative mirate Paolo Costa, presidente della Commissione Trasporti e Turismo del parlamento europeo, gi� ministro dei Lavori pubblici nel governo Prodi: �Senza interventi specifici che rilancino la competitivit� dell’offerta turistica italiana, questo settore rischia la delocalizzazione come altri comparti industriali. I dati parlano chiaro: nel 2005 a fronte della crescita del turismo mondiale (pi� 5,5%) ed europeo (pi� 4%), si � registrata una stasi del turismo internazionale verso l’Italia che ad ottobre segnava un meno 0,3%�. Secondo Costa, la causa prima di tale situazione sono �i prezzi non competitivi�, complice un mercato italiano che si � polarizzato escludendo il turista medio, con buoni risultati solo per le destinazioni molto costose (citt� d’arte e nautica da diporto) o molto economiche (campeggi).

                  Essere il Paese pi� bello del mondo non basta a regalare il primato turistico. Ci vogliono strategie politiche ed imprenditoriali.