Turismo invernale: Lombardia seconda solo alla Toscana

19/12/2001





affari e lavoro 
19 Dicembre 2001    








Turismo invernale: Lombardia seconda solo alla Toscana

Per le vacanze dei prossimi mesi gli italiani preferiscono le regioni italiane. Diminuiscono le prenotazioni per i paesi stranieri a causa della crisi internazionale. I dati della Camera di Commercio di Milano



MILANO – Effetto Bin Laden, si potrebbe dire. Gli italiani, intimoriti dalla crisi internazionale e dall’incerta situazione economica globale, per le vacanze invernali preferiscono rimanere entro i confini del Bel Paese snobbando le mete estere. E tra le regioni italiane più gettonate c’è la Lombardia, seconda solo alla Toscana nella hit parade del turismo invernale. A dirlo è uno studio della Camera di Commercio di Milano sulla base dei dati forniti da Unioncamere-Isnart.

Emerge, quindi, che la domanda turistica di questi mesi è leggermente in ripresa, in virtù di una richiesta maggiore per le vacanze in Italia che bilancia il forte calo (dal 20,9% dello scorso inverno al 16,9% delle previsioni di quest’anno) per i paesi stranieri. Tra questi a risentire di più della situazione internazionale, il Nord America, scelto da meno dell’1% degli italiani.

Gli italiani che hanno intenzione di fare una vacanza invernale sono il 21,6%, un dato un po’ superiore alla quota dei vacanzieri dell’inverno passato (21%). E se la Lombardia quest’anno è meta turistica per il 5,7% dei vacanzieri, c’è anche da rilevare che l’anno passato gli italiani a scegliere le montagne lombarde erano il 9,7%.

Le regioni più amate dagli italiani.
Per quanto riguarda le previsioni per questo inverno (ottobre-marzo 2002), la Lombardia scende di un gradino, ma rimane sempre ai vertici della classifica regionale. Al primo posto sale infatti la Toscana (tra gli italiani che probabilmente faranno almeno una vacanza invernale, il 6,1% opta infatti per questa regione). Ma tra le mete di montagna rimane in vetta la Lombardia (con il 5,7%) assieme al Piemonte (5,7%). Segue l’Alto Adige (5,4%), la Campania (5,3%), il Trentino (4,2%), la Sicilia (4%), il Veneto (3,9%) e l’Emilia Romagna (3,9%). Più staccate le altre: Puglia (3,4%), Lazio (3,3%), Liguria (3%), Calabria (2,8%), Valle d’Aosta (2,6%), Roma città (2,5%), Umbria (2,2%), Sardegna (1,2%), Marche (1,1%), Abruzzo (1%), Basilicata (0,8%), Friuli Venezia Giulia (0,4%), Molise (0,2%).

Identikit del turista. Il turista che viene in Lombardia per effettuare le proprie vacanze invernali è maschio (51%), adulto (età compresa tra i 55-64 anni: 33%), proviene dal Nord-Ovest della penisola (62%) e ha un livello socio-economico prevalentemente medio alto (35%). La Lombardia ha la percentuale di turisti adulti (tra i 55-64 anni) più alta in Italia e la seconda di turisti giovani (tra i 14/24 anni) subito dopo il Lazio. Per quanto riguarda il livello socio economico, la Lombardia presenta la percentuale di turisti di fascia medio alta più elevata in Italia, mentre è al secondo posto sia per quelli di fascia alta (subito dopo il Trentino Alto Adige) che per quelli di fascia bassa (subito dopo la Campania).

Meglio l’Italia che l’estero. Sono il 21,6% gli italiani che dichiarano l’intenzione di effettuare una vacanza invernale, un dato superiore alla quota dei vacanzieri dell’inverno passato (pari al 21%). Tuttavia risultano in forte calo le domande per le vacanze all’estero: dal 20,9% dello scorso inverno al 16,9% di quest’anno (-4%). Tra le mete preferite: Francia: 4,8%; Spagna: 2,4%; Est Europa: 1,6%, mentre il Nord America non arriva all’1%. In particolare, dichiarano maggiori intenzioni di vacanza le fasce di età dai 25 ai 44 anni (dal 24,6% dello scorso anno al 26,5% attuale), mentre si scoraggia il segmento dei giovanissimi (dal 27% al 25,1%) e soprattutto quello della terza età, che appare come il più suscettibile alle influenze internazionali (dal 19,4% dello scorso inverso al 18,5% per quello futuro tra gli individui di 55-64 anni; e dal 13,1% al 12% tra gli over 65).

Inoltre, la spinta al ribasso data dai prezzi di mercato del turismo sembra favorire la crescita del numero dei vacanzieri nella fascia di popolazione di livello socioeconomico basso (dal 16% al 19,5%), mentre risulta contratto la domanda di turismo degli individui di livello socioeconomico alto (dal 35,3% al 32% attuale). Dal punto di vista delle macro aree regionali, aumenta in particolare la domanda di vacanze invernali proveniente dal sud e dalle isole (dal 13,9% al 17,3%) e dal Nord Est (dal 25,1% al 26,1%). Risulta sostanzialmente stabile nel Centro, mentre si contrae nel Nord Ovest (dal 27,9% al 25,4%).

(18 DICEMBRE 2001, ORE 15:00)