Turismo, intesa sul contratto Ma non per tutti

20/01/2014

Un rinnovo importante, quello del settore turismo arrivato l`altra notte dopo una tre giorni quasi no-stop, che riguarda centinaia di migliaia di lavoratori.
Con un grosso neo: a fronte di un`unità sindacale delle organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil mantenuta intatta dall`inizio della trattativa fino alla firma finale, la controparte datoriale si è
progressivamente sfilacciata, tanto che il contratto è stato sottoscritto solo da alcune delle sigle aderenti a Confcommercio – Federalberghi e Faita. Non hanno sottoscritto la Fiavet, che riunisce
le agenzie di viaggio, e la Fipe, la Federazione dei pubblici esercizi, che già mesi fa ha annunciato il recesso dal contratto precedente e i cui lavoratori (quelli delle grandi catene di ristorazione, Autogrill, McDonald`s, per intenderci) dal prossimo maggio non si sa se e quale contratto di lavoro avranno. Perché ad oggi manca un chiaro orientamento per il futuro contrattuale della
ristorazione. Anche la Fipe, peraltro, aderisce a Confcommercio, tramite Confturismo, e lo sfilamento dalla trattativa ha creato non pochi problemi all`interno dell`associazione.
Il rinnovo dell`altra notte, dunque, assume anche il chiaro significato politico di valorizzazione del contratto nazionale e delle relazioni sindacali. Ma non solo: «Firmare è stato un segnale importante
- dice Cristian Sesena, segretario nazionale della Filcams Cgil, che ha seguito la trattativa – La parte economica migliora e quella normativa presenta una forte tenuta, anche con qualche miglioramento: abbiamo ribadito che la crisi non la devono pagare i lavoratori».

Ancora Sesena: «L`intesa lancia un segnale opposto a quelle parti datoriali che hanno scelto scorciatoie inaccettabili quali l`abbandono pretestuoso del tavolo o la disdetta della contrattazione
nazionale vigente». È stato stabilito un aumento salariale di 88 euro al quarto livello, suddiviso
in 5 rate. L`accordo raggiunto è condiviso su alcuni elementi, quali la contrattazione di secondo livello, la bilateralità, l`assistenza sanitaria integrativa, il mercato del lavoro e la flessibilità dell`orario. «L`intesa dà avvio ad un percorso fondamentale per la contrattazione, anche
in vista di Expo 2015», dice Franco Martini, segretario della Filcams Cgil. Tra l`altro, a margine, le parti hanno sottoscritto un protocollo specifico su Expo, con il quale s`impegnano a collaborare,
a promuovere l`immagine dell`Italia ed a favorire il normale svolgimento delle relazioni sindacali. Ora l`ipotesi di accordo sarà sottoposta alla consultazione dei lavoratori.

OBIETTIVO MINI ASPI
Il turismo è un settore complesso e variegato, caratterizzato da una forte stagionalità
(almeno 300mila i lavoratori coinvolti), alta presenza femminile e tanti contratti a termine. Ed è proprio pensando soprattutto agli stagionali che il contratto inserisce la sperimentazione
di un orario medio, che può venire prolungato o ridotto a seconda della domanda, garantendo comunque la retribuzione e il monte ore minimo per l`accesso agli ammortizzatori sociali, quali la mini Aspi. Altri punti qualificanti sono, informa sempre Sesena, «l`aver respinto gli assalti agli scatti di anzianità e ai permessi, soprattutto per i nuovi assunti», «il potenziamento della trattazione
territoriale», che permetterà l`inserimento di premi variabili di produzione, e «l`aver stabilito le categorie di lavoratori svantaggiati: gli over 45, per esempio, potranno accedere con più facilità
al prolungamento del contratto». Di certo si tratta di un settore molto penalizzato dalla crisi: forte indebolimento della domanda interna, sia per effetto della crescente disoccupazione che della compressione dei redditi autonomi e di impresa; la spesa turistica delle famiglie si è ridotta sensibilmente sia in valore totale annuo, che per singolo atto di acquisto (meno persone in vacanza, meno vacanze e «più leggere» più brevi, più vicine, meno costose). Il mercato ha registrato un calo, nel 2013, del 13% rispetto al 2012, l`apertura di una serie di tavoli di trattativa
aziendali per la riduzione di personale dipendente e una sempre maggiore richiesta di flessibilità.

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Pochi rinnovi: si salva solo il settore chimico
La firma del contratto del turismo arriva in un momento molto delicato nei rapporti imprese-sindacati. Sono pochissimi i contratti rinnovati, moltissimi quelli in attesa. A settembre (ultimo dato) erano 6,5 milioni i lavoratori che attendevano di mettersi in tasca gli aumenti che gli spettano.
L`esempio più dirompente è quello del trasporto locale, scaduto da più di 6 anni. Negli ultimi mesi solo il settore tessile-chimico, da sempre all`avanguardia in materia, ne ha rinnovati. Nel giro di una settimana in quel settore sono stati rinnovati prima il contratto gomma-plastica (140mila
dipendenti) con un aumento medio di 124 euro nel triennio, e poi quello gas-acqua (50mila dipendenti) con 143 euro più una tantum di 300 euro per coprire la vacanza contrattuale di un
anno. L`accordo sulla rappresentanza appena firmato, che punta proprio all`esigibilità dei contratti nazionali, si spera che migliori le cose. Ma in pochi sono pronti a scommetterci. M. FR.