Turismo: infrastrutture, Italia al palo

26/02/2007
    sabato 24 febbraio 2007

    Pagina 21 – Turismo

      Studio Isnart-Confcommercio. Bocca: il turismo sia centrale per la politica.

        Infrastrutture, Italia al palo

          Forte ritardo su trasporti, musei e congressuale

            di Massimo Galli

            Senza infrastrutture adeguate il turismo non può decollare. E per infrastrutture non si intendono soltanto i trasporti, la rete stradale e ferroviaria, ma anche tutto quanto permette ai visitatori di svolgere attività culturali, sportive, di divertimento o d’affari. In quasi tutti questi campi l’Italia è rimasta indietro, e di parecchio. In attesa di recuperare il tempo perduto, a risollevare i problemi alla classe politica è uno studio commissionato da Confturismo-Confcommercio all’Isnart, presentato ieri alla Bit nel corso di un convegno.

              Basta qualche numero per rendersi conto di quali sfide attendono il nostro paese. Dagli anni ’70 a oggi la rete autostradale è cresciuta del 67% contro il 230% di quella europea. Addirittura la rete ferroviaria, dagli anni ’60, è diminuita del 23%, mentre i viaggiatori sono aumentati del doppio; inoltre, in Italia, l’alta velocità copre 590 chilometri rispetto agli oltre 1.500 della Francia. Nel trasporto aereo, sono 77 le compagnie che volano su Roma rispetto alle 93 su Madrid e alle 91 su Parigi.

              Ancora, i porti turistici sono ancora pochi nonostante gli oltre 7 mila chilometri di costa: ammontano a 214 contro i 370 della Francia. Siamo sotto la media anche sul fronte dei musei: l’Italia ne conta 193 statali, per una media di 170 mila visitatori annui rispetto ai 400 mila della Francia (33 musei) e ai 212 mila della Spagna (151 strutture). I centri congressi non mancano, ma sono piccoli rispetto ai concorrenti (si veda tabella). L’Italia è in affanno anche sul fronte del golf, con 238 campi che si raffrontano ai 548 della Francia e ai 297 della Spagna; il nostro paese raccoglie soltanto l’1% dei golfisti a livello mondiale.

              In questo studio, che prende in considerazione le infrastrutture, mancano ovviamente dati riguardanti gli alberghi. Tuttavia, se il giudizio medio del turista indica un grado di soddisfazione pari a 8, comprendente l’accoglienza nelle strutture di alloggio, sotto la media si posizionano il costo dell’alloggio e della ristorazione. Emerge, quindi, un nodo critico rispetto al rapporto qualità-prezzo sul quale, per molti osservatori, bisogna ancora lavorare parecchio.

              Nel suo intervento, Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, ha sottolineato la necessità di riforme strutturali e di riduzione della pressione fiscale, di ´taglio della spesa pubblica improduttiva da riconvertire in investimenti in settori strategici e vere liberalizzazioni’. Prioritari sono anche gli interventi per facilitare l’accesso di turisti dai paesi emergenti.

              Bernabò Bocca, numero uno di Federalberghi-Confturismo e vicepresidente di Confcommercio, ha affermato che ´l’Italia si è spesso distinta per la cronica incapacità di porre il turismo al centro dell’agenda politica’. E se alcuni segnali positivi sono venuti dalla Finanziaria 2007, che ha aumentato gli stanziamenti per il comparto e risolto la questione dei canoni demaniali marittimi e della detraibilità in ambito congressuale, molto resta ancora da fare, a partire dall’accesso alla riduzione del cuneo fiscale e dall’armonizzazione dell’Iva con quella dei paesi concorrenti come Francia e Spagna.