Turismo, in tre mesi persi 800 milioni

20/09/2004


            sabato 18 settembre 2004

            Pagina 27 – Economia
            Drastica riduzione dell´occupazione: 65 mila contratti in meno. Bocca (Federalberghi): l´estate più difficile degli ultimi dieci anni
            Turismo, in tre mesi persi 800 milioni
            Niente vacanze per il 6,5% degli italiani, crollate le presenze tedesche

            LUISA GRION

            ROMA – Meno italiani in vacanza, tedeschi in fuga, una perdita secca di 800 milioni di euro d´incasso in una sola stagione e un taglio all´occupazione dell´11 per cento. È la foto di un settore in netta crisi: quello del turismo. La Federalberghi ha fatto un´indagine a tappeto sull´andamento dell´estate 2004 e la conclusione che ne ha tratto, guardando ai dati sulle presenze in hotel dall´inizio di giugno alla fine d´agosto, è che la realtà dei fatti è andata al di là delle più negative previsioni.

            Il settore ha perso colpi su tutti i fronti: i pernottamenti in albergo sono diminuiti del 3,4 per cento; il 6,2 per cento degli italiani ha rinunciato alle vacanze ed è rimasto a casa (niente scelte esotiche: le presenze all´estero sono rimaste stabili al 19 per cento come nel 2003); gli arrivi stranieri, in numero assoluto, hanno retto (più 1,7%), ma sono crollati quelle dei «clienti» più affezionati e ben disposti a spendere: quest´anno sono mancati all´appello 3 milioni e mezzo di tedeschi (il 17,8 per cento). La loro assenza, in termini economici (vitto, alloggio, viaggio e shopping) ha prodotto una perdita secca di 300 milioni di euro, cui vanno ad aggiungersi i 500 milioni di mancati introiti da domanda interna.

            E non è nemmeno questione di mode o gusti: quest´anno sono andati male sia gli hotel al mare (meno 5,2 per cento), che quelli in montagna (meno 9,8). Nemmeno gli abitudinari del turismo termale hanno retto: meno 2 per cento.
            L´impatto sull´occupazione è stato disastroso: rispetto ai primi 8 mesi del 2003 le assunzioni nel turismo sono crollate dell´11 per cento (quasi 65 mila contratti in meno)

            L´indagine, svolta da Federalberghi su un campione rappresentativo di 1.300 strutture, dimostra – secondo Bernabò Bocca, presidente dell´associazione e di Confturismo – un´evidenza di fatto: «la crisi dei consumi e del potere d´acquisto hanno fatto dell´estate 2004 la più difficile degli ultimi dieci anni. Considerato che questo, per la nostra economia, è un settore trainante bisogna subito rimediare agli errori fatti».

            Quali sono gli errori? A parte la sottovalutazione dei danni che avrebbe prodotto la più ampia concorrenza a basso costo (Croazia, Turchia ed Egitto) e al di là dei tagli che la Finanziaria prevede sugli investimenti, per Bocca la questione è fondamentalmente politica. «In Italia – dice – manca un centro di decisioni unico, la materia è di competenza regionale e così, mentre altri paesi mettono in vendita un "sistema", qui ognuno fa quello che vuole o può». Per Federalberghi, quindi, la prima cosa da fare è creare una cabina di regia, un centro di coordinamento con il governo, le regioni stesse e la Ue. L´ideale, dicono, è rispolverare l´abolito ministero delle Politiche del Turismo. «Azzerarlo è stato un errore evidente – dice Bocca – un settore fondamentale è stato tagliato fuori dalle decisioni economiche».

            Federalberghi lo chiede da tempo ottenendo promesse da tutti. «Ora – dice il suo presidente – se non passeremo ai fatti promuoveremo una raccolta di firme per indire un referendum». Si attende una risposta dal governo già lunedì prossimo, all´apertura della Conferenza Nazionale del turismo. Si attende anche l´avvio di una riforma che possa rilanciare l´Enit e il taglio dell´Iva sugli alberghi: in Italia è del 10 per cento, in Francia del 5.