Turismo: in Puglia una stagione senza slancio

10/03/2003




Domenica 09 Marzo 2003
TURISMO


In Puglia una stagione senza slancio
V.RU.


BARI – Stagione turistica inferiore alle aspettative che puntavano al rialzo, anche fino al 7-8%, del numero di arrivi e presenze. I dati di consuntivo, con un +5,5,%, consegnano alle statistiche un 2002 meno brillante, una sorta di piccolo "sboom", complice la flessione del mercato tedesco, riferimento storico per il turismo regionale, che occorre compensare ripensando alla promozione e allargandola anche a Giappone, Cina e Usa e rilanciando le strutture turistiche del tacco d’Italia, in alternativa a quelle sature di Spagna e Portogallo o poco adeguate della Croazia. «È un momento delicato – spiega Eduardo Caizzi, presidente degli albergatori baresi – Dobbiamo tutti moltiplicare i nostri sforzi per la categoria e l’economia regionale». Il dato Istat, secondo cui nel 2002 sono arrivati negli alberghi e nelle altre strutture ricettive quasi 2,1 milioni di ospiti (300mila stranieri, cresciuti per numero di arrivi, +11,2%, ma non per presenze scese invece del 5%) induce un ottimismo molto misurato. «Avevamo previsto incrementi del 7-8%, ma alla fine il maltempo e la crisi generale hanno inciso negativamente – spiega Michele Patano, direttore generale del Cotup, consorzio che rappresenta 360 strutture ricettive(il 77% del totale pugliese) ed è il braccio operativo della Regione per la promozione in Italia e all’estero – La Puglia ha recuperato solo sul fino di lana l’andamento negativo iniziale della stagione quando sono saltate tutte le prenotazioni. Abbiamo raddrizzato la barca solo in bassa stagione, nella seconda, terza settimana di settembre. Ma al numero di arrivi non ha corrisposto un analogo aumento delle presenze che sono invece sensibilmente diminuite». Un’annata di consolidamento, secondo Vittorio Andidero, titolare del Victor Village di Ugento, vicino Lecce, e consigliere Enit: «La Puglia ha tenuto ma la crescita non ha avuto il trend degli anni precedenti, le aspettative erano più alte. La stagione è stata praticamente salvata dagli italiani e dai pugliesi rimasti in zona».