Turismo: Il viaggio dimenticato

06/11/2001



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Il viaggio dimenticato
addio paradisi esotici

Oggi gli operatori turistici scendono in piazza

MARINA CAVALLIERI


ROMA – Scendono in piazza, minacciano sciopero contro la strage dei pacchetti turistici, il crollo delle prenotazioni, le cancellazioni dei viaggi, il virus della paura che svuota gli aeroporti.
Lavoratori del turismo, tour operator manifestano oggi a Roma, chiedono sostegno perché dopo l’11 settembre tra le macerie delle Twin Towers è rimasto sepolto anche il desiderio di viaggiare e migliaia di posti di lavoro sono a rischio. «Aspettiamo dal governo un intervento urgente», dice Antonio Tozzi presidente della Fiavet.
Intanto si fa l’elenco delle destinazioni fallite, dei viaggi perduti. «Il medioriente è scomparso completamente dallo scenario delle vacanze, 95 per cento di calo, una cancellazione totale», dice Roberto Cividin, titolare di un’agenzia di viaggi con 80 dipendenti a rischio di cassa integrazione. Addio vacanze esotiche degli italiani, sfumano i sette giorni sulle spiagge di Sharm el sheikh, entra in crisi il viaggio di nozze alla Maldive, non c’è più nessuno a stappare lo champagne nei bungalow.
L’11 settembre segna una frattura, con le Twin Towers crolla il mito del viaggio a portata di mano, dell’aeroporto come familiare stazione di passaggio, volare torna ad essere un tabù e un lusso per i più coraggiosi. «La zona caraibica ha cali a due cifre, le capitali europee sono in seria difficoltà, l’unica cosa che si sta tenendo in modo decoroso è l’Australia, ma non può essere quella la soluzione». Le cifre in rosso, la percentuale di calo, oscilla dal 35 al 90 per cento e gli operatori per ora possono solo stilare la hit del disastro. «Proprio la particolare struttura dei nostri costi e ricavi non ci consente di registrare soste nelle vendite: pochi giorni di fermo vogliono dire niente utile, oltre un mese equivale a perdite secche».
«La situazione è di grande crisi una diminuzione in media del 45/55 per cento», denuncia Antonio Tozzi, «più che una paura c’è una vera psicosi, la gente vuole stare in casa. La problematica legata al viaggio e a tutto ciò che è spostamento è visto in maniera negativa». Non c’è neanche la consolazione di poter avere pacchetti a prezzi scontati. «C’è un aumento delle tariffe per i maggiori costi dovuti alle assicurazione e alle misure di sicurezza» .
Alla Turisanda si fa il calcolo delle perdite: «Non vi sono offerte speciali sul mercato, non conviene organizzare voli se poi all’ultimo momento bisogna disdire, c’è meno da vendere e meno da svendere», dice Alessandro Biasi responsabile del marketing, «Onestamente trovo eccessiva questa paura di viaggiare, non so se è più pericoloso passare al centro di Milano o fare un viaggio in Kenia».
«Non si tratta più di una recessione ma di un terremoto», denuncia Philippe Bouguignon alla prese con il momento più difficile dei Club Med, «l’impatto è di circa il 15% per cento sul fatturato».

Calano dunque le mete da poco conquistate: il medioriente, Giordania, mar Rosso, Egitto, scende l’esotico a portata di volo, la Tunisia e il Marocco, è cancellata l’avventura nello Yemen. Si ridisegna dunque la mappa dei viaggi degli italiani: riprende la montagna, vanno bene tutte le mete collegate alla fitness, alla vacanza rigenerativa, di tranquillità. Cambiano anche i tragitti delle navi da crociera: la Costa crociere sceglie ora mete nel Mediterraneo. Per stimolare il desiderio del viaggio si propongono facilitazioni: Alpitour, e non solo, permette di disdire un viaggio anche il giorno prima senza pagare penali. Offerte che non placano le inquietudini, per ora, dicono i tour operator, gli italiani stanno a guardare.