Turismo: Il tavolo non decolla

08/10/2004


           
           
           
           
          Numero 241, pag. 15
          del 8/10/2004
          Autore: di Massimo Galli
           
          Turismo
          Il tavolo non decolla
           
          La convocazione era stata annunciata da Berlusconi.
          Bloccato il dialogo governo-regioni
           
          Spenti i riflettori sulla conferenza nazionale di Genova, il turismo italiano è tornato alla dura realtà quotidiana. Che è quella dei mille problemi di un settore in forte difficoltà, al cui capezzale era accorso, il 20 e 21 settembre nel capoluogo ligure, il premier Silvio Berlusconi. Delle roboanti promesse fatte dal palco, però, si sono perse le tracce. A cominciare dalla convocazione di un tavolo tra governo, regioni e associazioni di categoria, attesa nel giro di 15 giorni. Ebbene, le due settimane sono passate, ma della riunione non vi è alcun sentore. I tempi, dunque, si allungano. I problemi, invece, rimangono tali e quali, anzi, si aggraveranno se non si prenderanno in fretta le contromisure. Nel frattempo, il coordinamento degli assessori regionali tornerà a riunirsi a breve, probabilmente prima del tavolo romano, per identificare le strategie e fare il punto dopo la conferenza nazionale.

          Si è persa per strada, inoltre, un’altra promessa fatta da Berlusconi, quella di uno stanziamento di 300 milioni di euro per il nuovo Enit (o Agenzia nazionale per il turismo). Il presidente del consiglio si era impegnato, davanti alla platea di Genova, a individuare, sempre entro 15 giorni, i meccanismi per trovare i soldi, in collaborazione con le regioni. La questione del finanziamento è legata a quella della riforma dell’Enit che, secondo i programmi, dovrebbe andare in porto entro fine anno. Anche su questo punto, però, tutto dipende dal confronto tra governo e regioni. Gianni Plinio, coordinatore nazionale degli assessori al turismo, recentemente ha lanciato un ramoscello d’ulivo a palazzo Chigi, dopo le polemiche innescate dal progetto del ministero delle attività produttive, che non prevedeva più la presenza maggioritaria degli enti regionali all’interno del consiglio di amministrazione. Secondo Plinio, è importante poter contare su un organismo forte e finanziato, mentre al tavolo governo-regioni si potrà trovare una soluzione ragionevole sulla sua composizione. In ogni caso, le regioni non sembrano disposte a mollare il timone del cda, secondo quanto previsto dalla bozza approvata qualche mese fa dalla conferenza dei presidenti regionali. Ma la mancata convocazione del tavolo, da parte del sottosegretario Gianni Letta, non aiuta certo a superare l’impasse. (riproduzione riservata)