Turismo, il ritorno degli stranieri

07/11/2003

      Venerdí 07 Novembre 2003

      VARIE

      Turismo, il ritorno degli stranieri

      L’industria delle vacanze – Uic: dopo il calo della primavera in agosto la spesa è di nuovo in crescita (+4,9%)


      VINCENZO CHIERCHIA
      SARA MONACI


      MILANO – In agosto gli stranieri sono tornati a spendere in Italia. L’Ufficio italiano cambi ha registrato un incremento tendenziale della spesa turistica estera pari al 4,9 per cento. In agosto i turisti stranieri hanno speso poco più di 3,8 miliardi di euro contro i 3,6 miliardi dello stesso mese 2002. Si tratta del primo incremento netto dell’anno dopo quattro mesi di flessioni continue. Il consuntivo della bilancia turistica resta però ancora negativo (-1,2%) per quanto riguarda l’afflusso di risorse dall’estero. Inoltre il saldo attivo gennaio-agosto è in flessione (-11,9%) in quanto la spesa dei turisti italiani all’estero continua a crescere. Nei primo otto mesi dell’anno è risultata pari a 13,2 miliardi euro contro i 12,6 miliardi del 2002 (+4,7%). Nel solo mese di agosto i turisti italiani hanno speso oltreconfine circa 3,2 miliardi di euro a fronte dei 2,9 dello scorso anno. Le attese migliorano. La ripresa economica partirà dal prossimo anno e farà da traino anche per il turismo, ha sottolineato il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca al 3° Euromeeting delle regioni europee dal tema "Sviluppo sostenibile e competitività del turismo in Europa" che ha aperto i lavori ieri a Firenze. «Il settore risente di una congiuntura internazionale a macchia di leopardo – sottolinea il presidente di Federalberghi – Possiamo però dire che in generale, dopo due anni di crisi, il mercato giapponese è ripartito e quello nordamericano dà segnali di risveglio». Il peggio sembrerebbe dunque passato, dopo un biennio nero in cui, ad esempio, le città d’arte hanno perso fino al 40% e la Germania – anche se più per problemi nazionali che internazionali – ha visto calare le presenze in Italia del 5 per cento. Ma per Bocca la grande opportunità è rappresentata dal mercato cinese, ovvero da quel 10% di cinesi che hanno mezzi finanziari e mostrano interesse per il Bel paese e che da soli costituiscono il doppio della popolazione italiana. «L’accordo sui visti d’ingresso in Europa, firmato pochi giorni fa da Prodi e Berlusconi, darà presto i suoi frutti», ha aggiunto. Secondo Pedro Ortun, a capo della Direzione generale imprese della Commissione europea, il turismo, la seconda attività dell’Unione europea con un peso del 5% sul Pil, è la vera risorsa per il futuro. «Attualmente i viaggiatori che circolano in Europa sono quasi 400 milioni, di cui l’85% cittadini europei e il restante il 15% provenienti dal resto del mondo – ha precisato -. La preoccupazione rimane però quella di garantire uno sviluppo sostenibile che ruoti intorno a quattro principi: ambientale, sociale, imprenditoriale e etico». E a questo proposito è stato presentato ieri da Lionello Punzo dell’Università di Siena un modello scientifico che, partendo dalla percezione delle popolazioni indigene, stabilisce quando il numero dei turisti è troppo alto e quindi aiuta a governare i flussi e l’impatto ambientale. Infine il Governo si prepara a varare, d’intesa con le regioni, un pacchetto turismo da circa 75 milioni di euro. «L’appuntamento è per l’11 novembre a Roma – spiega Gianni Plinio, coordinatore nazionale degli assessori regionali a Turismo – con i ministri Marzano, Urbani, Lunardi e Matteoli, e con i vertici di Anci e Upi». Nell’occasione dovrebbero essere varati il decreto sui sistema turistici interregionali (circa 75 milioni di fondi) e il tavolo per la riforma dell’Enit. Le regioni hanno già elaborato una trentina di progetti per i Sistemi turistici locali, che dovranno essere presentati al ministero Attività produttive entro il 4 dicembre.