Turismo: Il futuro resta molto incerto

22/04/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
095, pag. 15 del 22/4/2003
Di Sebastiano Mazzarino


Per Mario Bevacqua, vicepresidente Uftaa, sono troppi i segnali negativi.

Il futuro resta molto incerto

La crisi internazionale non consente ottimismi

La situazione del turismo internazionale, nonostante la fine ufficiale della guerra in Iraq, non è rosea ed è acuita dal contemporaneo proliferare della polmonite anomala (Sars), in Asia e in Canada. Ne è consapevole Mario Bevacqua, vicepresidente dell’Uftaa (United federation travel agent association). ´Dal momento in cui è stato dichiarato aperto il conflitto in Iraq, il mercato ha subito un forte rallentamento’, dice Bevacqua a ItaliaOggi, ´e gli operatori non hanno fatto altro che gestire quanto era stato preventivamente prenotato prima dell’ora x’.

I mercati che più risentono dell’effetto bellico sono, ovviamente, quelli mediorientali anche se l’influenza è generalizzata al resto delle destinazioni, a causa di un condizionamento psicologico dovuto al timore degli attentati di matrice terroristica oltre alla polmonite killer.

´Con questi elementi, la situazione si è aggravata al punto che abbiamo registrato disdette per viaggi all’interno dei confini italiani’. Non mancano, da parte del rappresentante degli agenti di viaggio forti critiche alle recenti iniziative del ministro dell’istruzione, Letizia Moratti, e del ministro della sanità, Girolamo Sirchia.

´Ad aggravare la situazione nel comparto turistico italiano ha infatti contribuito la circolare diramata dal ministero della pubblica istruzione (e poi parzialmente ritirata), che sconsigliava le scuole a far intraprendere, alla luce dei fatti internazionali, i viaggi di istruzione alle scolaresche. Questa circolare ha frenato fortemente, creando numerosi contenziosi, il comparto dei viaggi scolastici, che poteva essere una piccola ancora di salvezza per gli operatori.

All’iniziativa della pubblica istruzione hanno fatto seguito le dichiarazioni del ministro Sirchia, che ha sconsigliato di intraprendere viaggi in Oriente.

´Il turismo interno non può soccorrere agenzie di viaggio e tour operator’, continua Bevacqua, ´poiché si tratta di un turismo che nel 90% dei casi si basa sul fai-da-te. Non ci si può allacciare a un turismo che si concentra solo ed esclusivamente in date ben precise, canoniche, e che non rientra nella logica del sistema turistico propriamente detto, che tende a distribuire i flussi durante tutto l’anno’.

A proposito di turismo interno e date canoniche, Bevacqua avvisa: ´Non lasciamoci illudere da quanti, dopo le festività pasquali canteranno vittoria solo perché, durante i ponti, hanno registrato il tutto esaurito nelle proprie strutture. I conti bisogna farli contando i vuoti a fine stagione. Dopo, si potranno tirare le somme, sperando di non dover contare anche i posti di lavoro andati persi’.

Infine il vicepresidente dell’Uftaa analizza la situazione italiana, evidenziando che, per una ripresa efficace del comparto, è necessario rivedere il sistema turistico nel nostro paese. ´È evidente che attualmente esiste una serie di concause, che stanno danneggiando il settore. Nel nostro paese bisogna aggiungere la mancanza di una politica generale del turismo, che inevitabilmente contribuisce a danneggiarlo. È necessario’, chiosa Bevacqua, ´che l’Italia si dia, quanto prima, una seria ed efficace politica del turismo, se vuol continuare a competere sui mercati internazionali. La mancanza di una politica comune italiana non aiuterà il nostro settore nella ripresa’.