Turismo: il balzo del «fuori stagione»

07/09/2000

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Giovedì 7 Settembre 2000
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A settembre gli italiani in vacanza crescono del 10% rispetto allo stesso mese del 1999 – Buoni risultati per alberghi e agriturismo Il balzo del «fuori stagione» Positiva l’apertura fino a ottobre dei villaggi Valtur del Sud: le presenze sono aumentate del 18,8%

MILANO Viaggi più brevi e frazionati nel tempo, mete diversificate. La vacanza intelligente invocata per anni sembra essere entrata nelle abitudini degli italiani. Le prime stime lo confermano: rispetto al ’99 vanno in vacanza a settembre il 10% di italiani in più. Un risultato a cui, secondo gli operatori, hanno contribuito una serie di fattori concomitanti: la mancata chiusura ad agosto di molte fabbriche (che ha favorito lo scaglionamento delle ferie), l’aumento dell’offerta di villaggi e alberghi (con pacchetti settembrini ad hoc), la contemporanea crescita di alcune nicchie (come per esempio l’agriturismo e i viaggi enogastronomici). La somma di tutti questi fattori, secondo le prime stime degli operatori, dà un risultato al di là di ogni aspettativa: oltre 3,5 milioni di italiani in vacanza a settembre.

«È una tendenza — dice il presidente della Fiavet (la Federazione delle agenzie di viaggi e turismo) — che è ormai consolidata. La destagionalizzazione è ormai sotto gli occhi di tutti e i vantaggi sono evidenti. Per gli operatori e soprattutto per i turisti che possono acquistare pacchetti che le agenzie mettono in commercio a prezzi notevolmente inferiori rispetto ad agosto».

Le prenotazioni raccolte dalle agenzie di viaggio confermano le aspettative con una crescita dei viaggi tradizionali che va oltre il 10% rispetto al ’99. Ma anche le nicchie fanno segnare performance di tutto rispetto.

«I primi dati — dice Livia Pianelli di Agriturist, la più grande organizzazione delle imprese di agriturismo — indicano un proseguimento del tutto esaurito agostano nelle aree tradizionali dell’agriturismo: Toscana e Umbria soprattutto. Ma anche l’Appennino emiliano, che beneficia dei molti week-end lunghi dai grandi centri del Nord, fa segnare buonissime performance. Risultati buoni, ma non a questi livelli anche dal Sud».

L’incremento delle presenze fuori stagione potrebbe non essere un risultato occasionale. «Al consolidamento della tendenza dei viaggi a settembre — dice il direttore di Assotravel, Francesco Granese — ha contribuito molto anche il cambiamento di abitudini degli italiani. Settembre è il periodo ideale per i week-end lunghi e le vacanze brevi, soprattutto per chi parte dai grandi centri. C’è inoltre un percorso di crescita naturale delle nicchie che finisce per fare massa critica. E poi c’è da registrare il notevole aumento di pacchetti e offerte mirate. Insomma, anche gli operatori stanno uscendo dalla logica della saracinesca abbassata alla fine di agosto». Una logica definitivamente abbandonata da Valtur, uno dei primi operatori ad aver puntato sull’apertura "lunga" dei villaggi. In Sicilia e Calabria, quest’anno il periodo d’apertura è stato dilatato da aprile a ottobre.

«Le prime due settimane di settembre — dice il direttore vendite di Valtur, Camillo Verrienti — sono state un vero e proprio prolungamento di agosto: a Pollina e Capo Rizzuto abbiamo fatto il tutto esaurito. Naturalmente, anche grazie a ottimi accordi con distributori stranieri che hanno portato in Sicilia e Calabria molti nuovi clienti. Ma anche il mercato italiano ha dato risultati sorprendenti: a settembre contiamo di chiudere con un incremento del 18,8 per cento delle presenze di italiani».

Verrienti spiega anche le ragioni di questo risultato. «Ci aiuta il clima, con un’estate che arriva sempre più tardi. Ci aiuta il fatto che per la prima volta abbiamo un’offerta strutturata per settembre. Ci aiutano anche i prezzi più bassi. Ma anche il cambiamento di abitudini degli italiani e alcune offerte mirate tengono alto il livello delle presenze. Per le ultime due settimane del mese — dice ancora Verrienti — abbiamo preparato pacchetti ad hoc per gli anziani e per gli anniversari di matrimonio».

Buoni risultati sono attesi anche dalle catene alberghiere tradizionali. Anche in questo caso gli alberghi sfruttano la scia di un agosto all’insegna del tutto esaurito in molte città. «In alcune aree — dice il segretario generale dell’Aica (l’Associazione delle catene alberghiere), Roberto Pedrazzi — l’ultima parte del mese di agosto e i primissimi giorni di settembre danno l’indicazione di un aumento delle presenze rispetto all’anno precedente. I trend di crescita sono molto positivi anche rispetto a un settembre ’99 che aveva fatto segnare un’occupazione media delle camere del 66 per cento.

E quest’anno — dice ancora Pedrazzi — per la prima volta, registriamo un allungamento della stagione che riguarda non solo il leisure, ma anche gli alberghi tradizionali».

Lello Naso