TURISMO: I DATI DELLA STAGIONE ESTIVA, PROPOSTE PER IL FUTURO

01/10/2010

1 ottobre 2010

Turismo: i dati della stagione estiva, proposte per il futuro

A Ferragosto negli alberghi italiani sono aumentati gli arrivi, ma sono diminuite le giornate di presenza e la clientela è stata soprattutto straniera: gli italiani sono infatti diminuiti sia negli arrivi che nelle giornate di presenza. Sono i dati forniti dall’Istituto nazionale di statistica per il periodo che va dal 9 al 16 agosto.
Gli alberghi italiani hanno dunque registrato, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, un aumento dell’1 per cento degli arrivi e una diminuzione dell’1,9 per cento delle giornate di presenza. In particolare, la clientela italiana ha registrato, nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, un calo dell’1,9 per cento negli arrivi e del 4,8 per cento nelle presenze.

La soluzione? Il 26,1% degli albergatori, sempre secondo i dati Istat, esprime l’intenzione di diminuire il numero degli occupati nel trimestre settembre-novembre 2010.
“I tagli all’occupazione non possono essere l’unica risposta al calo del turismo in Italia” afferma Lucia Anile della Filcams Cgil Nazionale “bisogna piuttosto interrogarsi sulle reali motivazioni che hanno portato ad una diminuzione dei vacanzieri italiani, per poi mettere in campo politiche mirate allo sviluppo del settore.”
Tanti, nell’ultimo periodo gli interventi a favore di un rilancio dell’industria turistica.

La Confindustria lancia un piano Nazionale del Turismo, che si pone come obbiettivo, quello di portare la quota del PIL proveniente dal turismo dal 9,5% al 18,5% entro 10 anni; il Ministro del lavoro Sacconi, dichiara di voler combattere il lavoro sommerso nel turismo, anche per investire in un settore “capace di offrire importanti segnali di vivacità del mercato del lavoro e di sano e leale dinamismo dell’occupazione.”
La Filcams Cgil ha apprezzato gli interventi in favore del turismo, che confermano quanto anche da tempo sostiene: la necessità di dare più risalto ad un comparto fondamentale per l’economia italiana.
“È necessario, però, oltre ai buoni propositi, trovare il modo per concretizzare gli obiettivi posti aprendo un confronto con tutte le parti coinvolte, – associazioni datoriali, istituzioni e organizzazioni sindacali – per mettere in campo azioni concrete a supporto delle imprese e dei lavoratori, che frenino tutte quelle forme diffuse di irregolarità”.
Un fenomeno, quello del lavoro sommerso e irregolare, aumentato nell’ultimo periodo anche causa della crisi economica: “Non è sufficiente, come propone il Ministro Sacconi, dare vita alle forme più svariate di lavoro flessibile per combattere l’irregolarità, dobbiamo combattere il problema, che tra l’altro non riguarda solo questo settore, anche con l’attenta applicazione dei contratti nazionali e territoriali, che possono contribuire ad arginare l’evasione.”