Turismo: Guerra di cifre senza fine

11/07/2007
    martedì 10 luglio 2007

    Pagina22 – Turismo

      Sempre alta tensione Dipartimento turismo-Bocca. Concertazione allo sbando

        Guerra di cifre senza fine

          Dopo le previsioni rese note da Federalberghi

            di Andrea G. Lovelock

              Baruffe senza soluzione di continuità nella «cabina di regia» del turismo italiano: dopo l’impasse sullo statuto (con la bocciatura del ruolo operativo della vicepresidenza Enit) e la bagarre tra le regioni intorno al portale Italia.it, peraltro ancora in altomare, arriva la terza tegola con una pesante polemica sull’Osservatorio.

              Ai dati diramati venerdì scorso da Federalberghi, dove è stata data una forte enfasi all’emorragia di 1 milione di vacanzieri, ha fatto subito seguito, infatti un duro comunicato del Dipartimento turismo, nel quale si esprimevano «sorpresa e disappunto» per la diffusione «selvaggia» di dati, tra l’altro parziali, a pochi giorni dalla pubblicazione dei dati previsionali dell’Osservatorio nazionale del turismo, strumento condiviso da tutti i soggetti del settore.

                Una nota ufficiale che la dice lunga sul livello di sopportazione che si registra tra i vari soggetti pubblici e privati che operano all’interno dei comitati tecnici voluti da Rutelli. Organismi che assomigliano sempre più a una sorta di Armata Brancaleone, nella quale ognuno gioca la sua partita, con le sue regole. Anche ieri, la tensione era alta nei corridoi del dipartimento.

                  Ma che succede? Ci sono problemi insormontabili nel coordinamento?

                    Angelo Balducci, capo del dipartimento turismo, non ha dubbi: «Mi sono limitato a evidenziare l’inopportunità di certe uscite pubbliche, alla vigilia di un grande, serio e imparziale monitoraggio, come quello approntato dall’Osservatorio, uno strumento già annunciato all’ultima Conferenza nazionale sul turismo a Pescara e approvato da tutti, nell’ottica di realizzare progetti unitari per un corretto sviluppo del nostro turismo».

                      Pronta la replica del presidente di Federalberghi-Confturismo Bernabò Bocca: «La critica del dipartimento non ci interessa, prima di tutto perché nel Comitato tecnico per l’Osservatorio nazionale non ci sono i privati e dunque non c’è una rappresentanza di Confturismo; inoltre la nostra indagine è stata affidata alla società Dinamiche, che è la stessa alla quale si è rivolto il comitato tecnico per stilare il primo osservatorio. Senza considerare, poi, che questo studio costa diverse decine di migliaia di euro ed è un servizio non solo per gli associati, ma anche per operatori del settore. Festeggerei per primo, se le previsioni che l’Osservatorio si appresta a diramare, fossero diverse e improntate all’ottimismo. Anche se, nel contempo, questa divergenza mi lascerebbe assai perplesso, visto che il trend monitorato dalla stessa società per conto di Federalberghi va in tutt’altra direzione. Eppoi su tutto c’è una considerazione di fondo: con la nascita dell’Osservatorio, noi abbiamo sempre auspicato l’azzeramento di certe previsioni diramate da pseudo organismi a tutela del consumer, micro-organizzazioni di dubbia serietà, ma non certo l’annullamento dei monitoraggi, sempre documentabili, commissionati dai sindacati d’impresa quali Confcommercio, Confindustria, Confsercenti».

                        Di certo, comunque, il balletto di cifre cui si assiste in queste settimane non sembra destinato a terminare: nei prossimi giorni è stato infatti già preannunciato un check-up sul prodotto-mare e vacanze lungo le coste italiane dal Sib, l’organismo che rappresenta gli stabilimenti balneari.

                          A riprova di un clima affatto sereno ci sono infine anche le battute del presidente di Federturismo, Costanzo Jannotti Pecci, che pur non entrando nel merito della polemica sull’Osservatorio, ha rispedito al mittente Federalberghi, la proposta del bonus-vacanze avanzata proprio dal presidente Bocca contestualmente alla diramazione dei dati turistici. «La richiesta, seppur interessante, non è nuova e francamente ci sembra velleitaria, in un momento in cui il paese ha ben altri problemi da affrontare. Ci sono peraltro proposte più concrete per aiutare il settore senza incidere sulle finanze pubbliche, quali la rivalutazione degli immobili a destinazione turistica e gli interventi per la destagionalizzazione».

                            Si allontanano dunque le larghe intese, tanto auspicate da Rutelli, attualmente distratto sul fronte politico con la discesa in campo di Veltroni e diventano davvero decisive le prossime settimane, durante le quali sono stati calendarizzati una riunione del cda Enit e la sessione di lavoro dei vari comitati tecnici.

                              In occasione di questi cruciali tavoli operativi c’è chi sta affilando coltelli invece che sfoderare sorrisi. E questo non promette nulla di buono per il nostro turismo. (riproduzione riservata)