Turismo flop, Berlusconi scarica Marzano

17/09/2004


            venerdì 17 settembre 2004

            Comuni e Regioni: mai così male negli ultimi 10 anni. Il tavolo di coordinamento passa dal ministro a Gianni Letta
            Turismo flop, Berlusconi scarica Marzano
            Natascia Ronchetti

            BOLOGNA Attaccato da Regioni e categorie economiche, Berlusconi si rende conto che il turismo è in crisi, convoca mezzo governo e annuncia: alla Conferenza nazionale di Genova ci sarò io. Lo ha fatto in un incontro a Palazzo Chigi – mercoledì – con un bel po’ di assessori regionali al Turismo, presentandosi insieme a uno stuolo di ministri e a Gianni Letta, al quale ha affidato il compito di coordinare il tavolo istituzionale Governo-Regioni sul turismo, avocato alla Presidenza del consiglio del ministri. Una decisione che nei fatti, su questa materia, esautora il ministro alle Attività produttive Antonio Marzano. Il turismo fa capo al suo dicastero, ma il tavolo di coordinamento passa sotto la guida diretta di Letta.
            «Finalmente il governo si è accorto che esiste una crisi», dicono gli assessori regionali Susanna Cenni (Toscana), Guido Pasi (Emilia Romagna), Teresa Armato (Campania), Lidio Rocchi (Marche). «Finora non ha realizzato una riforma dell’Enit, ma ne ha dimezzato il bilancio. Non ha effettuato una riforma fiscale per il settore, annunciando altresì di voler triplicare i canoni demaniali. Non ha attuato una politica di sviluppo. Vogliamo quindi verificare se questo è l’ennesimo annuncio o se si passerà ai fatti». Tutto da vedere.
            Per ora resta con il cerino in mano Marzano, protagonista durante l’incontro di un pungente botta e risposta con Pasi, che gli ha contestato finanziamenti quasi azzerati, assenza di una politica nazionale, troppe promesse mancate sulla riforma dell’Enit e anche la figuraccia che il suo sottosegretario leghista Stefani procurò all’Italia, l’anno scorso, con i tedeschi, riempiendoli di insulti. Non si era mai visto fino ad ora, si sono detti dopo gli amministratori regionali, che a un vertice sul turismo – per anni snobbato – si presentasse Berlusconi in persona e che poi avocasse tutto a sé. I presenti dicono che alla fine Marzano, messo nell’angolo, se ne sia andato stizzito.
            Tutto bene? Macchè. I quattro assessori regionali sanno che la partita è ancora aperta e che la mossa del governo rivela per adesso solo il timore di perdere altri consensi tra quelle fasce di operatori economici dove raccoglie maggiori preferenze. Così ieri le Regioni hanno rilanciato la proposta avanzata da tempo sulla riforma dell’Enit, l’Ente nazionale per la promozione turistica. Chiedono che siano almeno assicurati i finanziamenti degli anni precedenti, prima dei tagli che hanno portato l’Enit a disporre di soli 25 milioni di euro, quanto basta alla sola sopravvivenza, insufficiente a sostenere la promozione. Chiedono, ancora, il finanziamento della legge 135 del 2001, l’unica in vigore sul turismo, che nel 2004 ha avuto solo 56 milioni di euro e (contro i 135 del 2001).
            A dar man forte, in vista della Conferenza di Genova prevista lunedì e martedì prossimi, sono arrivati anche i Comuni dell’Anci, con una dichiarazione lapidaria: «Questa, per il turismo, è stata la peggior stagione degli ultimi 10 anni».