Turismo: Filcams Lancia Campagna Contro Lavoro Irregolare

19/07/2012

Sindacato Pronto A Tutela Legale Contro Gli Abusi

Nel settore del turismo, nella stagione estiva, è crescente è il rischio della precarietà e della proliferazione di lavoro nero ed irregolare. "La crisi economica spinge spesso tante lavoratrici e lavoratori italiani, migranti e giovani, a subordinare al bisogno di un salario, il sacrificio delle più basilari forme di tutela": l’allarme arriva da Cristian Sesena, segretario nazionale della Filcams Cgil, responsabile del settore Turismo.
Il sommerso, osserva il sindacato, ha tante facce: non è solo il classico lavoro nero ma è anche un part-time che nasconde un tempo pieno, un lavoro intermittente che non ha rispetto dei riposi giornalieri e settimanali, un contratto parasubordinato che ha ancora più vincoli di un rapporto da lavoro dipendente. Buste paga non consegnate o serrate, contributi non versati, il mancato rispetto delle norme sulla salute, ledono non solo la dignità di chi lavora, ma ne mettono spesso a rischio la salute e la integrità psicofisica. I lavoratori del settore oscillano tra i 900mila e 1 milione e mezzo, in alta stagione; il comparto è caratterizzato da una forte presenza femminile (il 58% degli addetti, con una punta del 77% nell’intermediazione) e giovane: sono infatti oltre il doppio della media i lavoratori con meno di 24 anni. Filcams Cgil lancia quindi la campagna nazionale ‘Scopriamo il sommerso, regolarizziamoci’ e annuncia: gli uffici e le strutture del sindacato sono a disposizione in tutto il Paese per chiarimenti, informazioni e per offrire tutela vertenziale e legale contro gli abusi.

I lavoratori del settore oscillano tra i 900mila e 1 milione e mezzo, in alta stagione; il compartoè caratterizzato da una forte presenza femminile (il 58% degli addetti, con una punta del 77% nell’intermediazione) e giovane: sono infatti oltre il doppio della media i lavoratori con meno di 24 anni. I dipendenti rappresentano il 60% della forza lavoro occupata, mentre il lavoro autonomo, nelle sue varie forme, pesa per circa il 33%. I dipendenti delle imprese ricettive sono 242 mila (con una oscillazione tra alta e bassa stagione di 60 mila unità), mentre nell’intermediazione sono occupati 36 mila lavoratori, con variazioni quasi impercettibili nel corsodell’anno. "Negli annunciati interventi del Governo per lo Sviluppo, non compare, nessuna strategia di interventi sul settore del turismo, che ancora una volta rischia di essere ignorato nel suo enorme potenziale di rilancio – prosegue Sesena – e condannato ad una marginalità che favorisce anche la dequalificazione professionale". A questo si aggiunge, a fronte del recepimento della direttiva UE Bolkeinstein, sulle concessioni demaniali(spiagge, arenili) che verranno, stante il nuovo quadro normativo, messe all’asta. Questa innovazione, secondo il sindacato, si presta a diverse letture: se da un lato infatti il sistema potrebbe trarne beneficio nell’ottica di una sua modernizzazione, dall’altro non possono essere ignorati i rischi occupazionali che ne potrebberoderivare a fronte di operazioni unicamente improntate al massimo ribasso. "La tutela e la valorizzazione dell’occupazione, in un caso e nell’altro – conclude il sindacalista – rimane il nostroobiettivo; ed è per questo che chiediamo che le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori siano coinvolte a monte e non a valle del percorso".