Turismo: Falsa partenza per l’estate

18/07/2005
    domenica 17 luglio 2005

    TURISMO pagina 17

    Nel primo bilancio di luglio molte località registrano presenze in calo ( 5% in media)

      Falsa partenza per l’estate

        Azzerati i fondi per la promozione all’estero

        VINCENZO CHIERCHIA

          MILANO • Per l’industria italiana delle vacanze si profila una nuova estate difficile, nel complesso, dopo quella drammatica dello scorso anno, con una flessione globale del movimento turistico stimabile al momento in media intorno al 5 per cento. Una stima prudenziale perché ci vorrà un po’ per valutare eventuali contraccolpi dell’ondata di attacchi terroristici che ha investito Londra giovedì.

          Dopo un 2004 difficile per l’Italia la stagione turistica 2005 sarà ancora all’insegna delle difficoltà, mentre il movimento turistico globale (stime Omt ante attentati) dovrebbe crescere dell’ 8,5% almeno quest’anno.

          Dalla ricognizione delle principali località italiane di vacanze estive emerge un quadro certamente non positivo, nel complesso.
          L’Osservatorio del network Frigerio viaggi aggiunge che le prenotazioni per le destinazioni italiane sono in calo rispetto al 2004, soprattutto a causa dei costi elevati: una settimana di solo soggiorno ha lo stesso costo ( e spesso superiore…) di una settimana all’estero volo + soggiorno, e questo spinge i clienti a scegliere città e località marine per week end e vacanze brevi. In difficoltà le destinazioni balneari italiane anche per il network di agenzie G40. Per l’Osservatorio Buon Viaggio le vacanze italiane flettono del 15% almeno quest’anno ( spesa media 770 euro). E nel business dei villaggi mare italiani un gruppo leader come Valtur ha deciso di aumentare di un 5% supplementare le commissioni alle agenzie. « Si fa sentire pesantemente anche la crisi del gruppo Cit » commenta Andrea Giannetti, presidente di Assotravel.
          E Cit vale almeno un milione di turisti ( tanti dall’estero). Intanto è boom dei viaggi a rate che quest’anno sono cresciuti del 20%, secondo Deutsche bank. Trademark rileva che sono in grave affanno anche le vacanze in montagna con pesanti flessioni per buona parte dell’Arco alpino.

          Lo scontro. È guerra tra Regioni e Governo sul turismo, ed è stato bloccato anche il decreto sul comitato nazionale che avrebbe dovuto vedere la luce il 21 luglio. « L’esecutivo ha sbagliato molto— commenta Enrico Paolini, abruzzese, coordinatore nazionale degli assessori regionali al Turismo —. La riforma dell’Enit è incostituzionale e poi non ci sono i 20 milioni extra promessi » .
          Quest’anno le risorse dell’ente di promozione sono bastate a pagare solo gli stipendi.

          La Croazia. Gli altri Paesi invece crescono. La Croazia ha messo in cantiere investimenti per 400 milioni di euro, insieme con grandi gruppi turistici europei. Il Paese adriatico punta a quota 10 milioni di turisti entro il 2006, con un aumento del 20% almeno dal 2004, grazie anche al boom di italiani (+ 15%).