Turismo, eppur qualcosa si muove

16/03/2004

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
064, pag. 15 del 16/3/2004
Pagina a cura di Andrea G. Lovelock


All’Itb di Berlino tutti d’accordo: nonostante la crisi economica, torna la voglia di viaggiare.

Turismo, eppur qualcosa si muove

Operatori fiduciosi per un pronto rilancio del comparto

Una sorta di autoconvincimento, quasi a esorcizzare antiche paure riemerse: nonostante la tragedia di Madrid, gli operatori e le aziende che muovono il turismo mondiale vogliono riaccendere i motori: alla 38» edizione della Itb, International tourism exchange di Berlino, la più grande borsa turistica del mondo, oltre 10 mila espositori in rappresentanza dell’offerta di ben 180 paesi di tutto il mondo hanno incontrato 70 mila visitatori professionali per pianificare, illustrare le evoluzioni di destinazioni e finalizzare il business dei prossimi anni.

Alla conferenza stampa organizzata dall’Organizzazione mondiale del turismo, il segretario generale Francesco Frangialli ha ammesso che ´il 2003, per la prima volta in 30 anni, ha segnato una preoccupante battuta d’arresto nel movimento internazionale dei turisti: 694 milioni di arrivi, pari a un -1,2% (circa 8 milioni in meno rispetto al 2002), hanno mostrato chiaramente i contraccolpi della guerra in Iraq, della Sars e della critica congiuntura economica nei paesi trainanti, generatori di turismo, quali Usa, Giappone e l’intera Europa.

Ma quest’anno si vuole voltare pagina, nonostante le terribili notizie provenienti da Madrid, che inevitabilmente provocheranno effetti negativi nell’incoming di quel paese. L’industria dei viaggi vuole rialzare la testa. La gente di tutto il mondo desidera riprendere a viaggiare e a soggiornare anche in paesi lontani. Anche se con capacità di spesa ridotte rispetto a qualche anno fa. C’è dunque cauto ottimismo, coniugato alle nuove realtà economiche nei budget familiari di mezzo mondo. Un’aspettativa di crescita derivante dal fatto che il turismo rappresenta oggi l’unico settore dove è possibile investire, creare occupazione, come dimostrano i dati del World travel and tourism council (Wttc), presentati proprio a Berlino: l’organismo internazionale ha infatti confermato che da qui al 2015 tutte le componenti attive del comparto turistico, dagli investimenti alle spese governative, all’export, genereranno qualcosa come 5,5 trilioni di dollari, con una crescita annua del 6%, la più alta tra tutti i settori produttivi nel mondo. L’incidenza del turismo sul pil mondiale sarà pari al 4% e, se si considera anche tutto l’indotto, questo valore sale addirittura all’11%. Secondo Jean-Claude Baumgarten, presidente del Wttc, ´nessun altro comparto può vantare simili performance, ma soprattutto in nessun altro settore si può riscontrare la ricaduta occupazionale vantata dal turismo: nei prossimi anni, questo settore, infatti, genererà una media 3,8 milioni di nuovi posti di lavoro l’anno. Attualmente il livello occupazionale si attesta sui 72 milioni di occupati. Tutti i paesi del mondo, in cerca di sviluppo’, ha concluso Baumgarten, ´guardano in un’unica direzione: l’evoluzione del proprio turismo, l’aumento di capacità attrattiva delle destinazioni a vocazione turistica’.

Nonostante la crisi nel trasporto aereo, le sofferenze nel tour operating e altre negative congiunture dell’industria dei viaggi, gli analisti sono concordi nell’assegnare proprio alla voglia di normalità e di riprendere a viaggiare la molla per far ripartire l’industria mondiale del turismo.