Turismo enogastronomico: A Torino la kermesse del gusto

27/10/2000

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Giovedì 26 Ottobre 2000
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Turismo enogastronomico
[]Il Salone si presenta con oltre 500 bancarelle A Torino la kermesse del gusto Progetto delle Province sul Po assieme a Enit, Slow food e Università di Pavia

(DAL NOSTRO INVIATO)

TORINO Una grande piazza di oltre 10mila metri quadrati con 550 bancarelle ricolme di proposte gastronomiche prodotte da artigiani provenienti da ogni angolo della penisola. Un trionfo di leccornie dai sapori antichi e della tradizione ottenute da materie prime naturali: cibi e bevande di non facile reperimento sugli scaffali dei negozi, se non addirittura a rischio di estinzione per mancanza di conoscenza, di manodopera esperta e per gli alti costi.

È questa la prima immagine che da di sè il Salone del gusto aperto ieri al Lingotto di Torino (resterà aperto fino a domenica 29) e organizzato da Slow Food e dalla Regione Piemonte. Un’immagine che non è fatta di solo cibo ma è carica di storia e di cultura del luogo di provenienza del prodotto stesso. Ecco allora i "laboratori del gusto" o le "sale a tema", dove il visitatore può fare gli assaggi che vuole ed essere messo al corrente dei segreti e delle meraviglie che legano quei cibi al territorio.

Se due anni fa, grazie al Salone del gusto, gli italiani e non solo hanno riscoperto le mille-e-uno risorse della tavola tipica del made in Italy di qualità, che accusava l’invadenza del fast food, con questa seconda edizione è stata data fiducia alle organizzazioni che promuovono il territorio nel suo insieme. Di qui il presidente della Regione Piemonte, Enzo Ghigo, che, a nome della Conferenza dei presidenti delle Regioni e delle Province autonome, dichiara che «le Regioni italiane, in un momento particolarmente delicato nella vita del Paese, si sono assunte per la prima volta in modo unitario, l’impegno di tutelare il patrimonio enogastronomico attraverso azioni mirate alla salvaguardia del territorio e alla rivalutazione di zone spesso erroneamente dimenticate».

E mentre i rappresentanti delle Regioni guidati da Ghigo si impegnavano con un atto formale, su un altro versante del Salone, circondati da un trionfo di culatello e prosciutti, cascate di tume, lardo d’Arnad e pani integrali, il vice presidente di Slow food, Silvio Barbero, illustrava il progetto con il quale la Consulta delle 13 Province bagnate dal letto del Po intende rilanciare tutto il territorio che costeggia il grande fiume italiano, dalla sorgente al delta.

Si tratta di una iniziativa che, nella fase progettuale, si avvale della collaborazione di Enit, Università di Pavia e Slow food e che dovrà sfociare nella elaborazione di piano articolato di rilancio delle aree interessate, facendo perno proprio sulle proposte enogastronomiche, l’arte, la cultura e i servizi opportuni da mettere a disposizione del turista e del consumatore.

Nicola Dante Basile