Turismo e sistemi territoriali integrati

TURISMO E SISTEMI TERRITORIALI INTEGRATI
UNIVERSITA’ DI BOLOGNA, SEDE DI RIMINI, MASTER, 24.04.1997

Il Distretto:

Sebastiano Brusco (Università di Modena):

"Da una parte ci sono le innovazioni epocali, dal nylon al transistor, dall’altra le innovazioni incrementali, cioè il perfezionamento di cose che già esistono, oppure le innovazioni d’uso. Queste ultime presuppongono capacità molto elevate di percepire i bisogni inespressi o mutevoli del mercato"

"La capacità fondamentale dei distretti è proprio l’innovazione incrementale e d’uso. Il vantaggio del distretto è che in tanti lavorano a fare le stesse cose, impegnando ciascuno la propria fantasia e creatività, aggiungendo sempre qualcosa di nuovo"

Paolo Crestanello (Vicenza):

"Il fatto di venire facilmente copiati può anche essere un limite ma è un elemento che induce a una innovazione continua, a cercare un elemento di differenziazione dagli altri per ottenere vantaggio sui concorrenti"

"Un insieme di cooperazione e concorrenza, ma non distruttiva. E ciò in quanto la competizione non è basata solo sul prezzo, quanto piuttosto sulla qualità, sulla capacità di aggiungere qualcosa al proprio prodotto rispetto al concorrente: più che una lotta è una gara"

* il distretto turistico dai diversi punti di vista:

a) PROMOZIONALE: è diverso da quello industriale e più delicato

* LA PROMOZIONE DELL’OFFERTA TURISTICA ITALIANA – CNEL – 13.3.97

Il 91% degli articoli di giornali italiani che parlano del Mezzogiorno ne parla con un tono negativo; la stessa cosa avviene al 64% in Gran Bretagna, all’86% in Francia, al 66% in Germania: nel totale dell’estero siamo al 68% di danno di immagine di articoli che parlano del nostro Mezzogiorno.

Stefano Landi a proposito di "clima del mercato turistico" al CNEL il 13.03.97

* dott. Fabio TAITI
Le marche territoriali sono importanti ma sono complesse, il marchio territoriale rischia di essere un’operazione di corto circuito che porta poco lontano a fronte di investimenti importanti.

I marchi di tipo derivato invece, sono una cosa molto rilevante a condizione che l’operazione di marchio e di comunicazione che c’è al suo interno non sia solo un’operazione di superficie, di apparenza ma contenga tutto ciò che deve precedere rispetto alla strategia della comunicazione, cioè la verifica della qualità, i codici di comportamento, il monitoraggio continuo che queste condizioni siano assicurate in permanenza.

inteso come promozione della marca e dei singoli plus

b) * DELLE INTEGRAZIONI CHE FAVORISCONO LO SVILUPPO

- ad es. il Cadore: distretto degli occhiali, imprese, aree artigianali e ind.li, specifici centri di F.P., aziende di macchine utensili per la lavorazione degli occhiali che poi si specializzano anche in settori diversi

- un’area ad alta valenza turistica deve creare le condizioni:
- dove c’è un’alta integrazione fra pubblico e privato e fra privato e privato
- dove ognuno è a proprio agio:
- dove il turista, il T.O., il P.C.O. hanno tutto, di più e meglio che altrove
- dove ogni impresa al contempo produce e consuma
- dove l’innovazione ha tutte le condizioni per essere realizzata
- dove sono gli operatori non turistici a poter vantare il plus dell’ospitalità: c’era il mare==> costruite le condizioni per agevolare il soggiorno==>tali condizioni favoriscono l’afflusso anche di un turismo diverso da quello balneare, quindi si viene a Cesenatico per pedalare, a Rimini per partecipare a una mostra, a Cattolica per seguire conferenze di filosofia, a Bologna o Comacchio per seguire un itinerario eno-gastronomico, oppure socio-culturale, o ancora ambientale-paesaggistico, …

- oppure luogo della formazione permanente:
"Attualmente, con l’inserimento delle nuove tecnologie, il tasso di obsolescenza intellettuale è stimato mediamente sul 7% all’anno; questo significa che ogni anno un lavoratore perde in media il 7% delle conoscenze; ciò vuol dire che se il lavoratore non continua a studiare dopo circa 10 anni non ha più niente da dare" Prof. Stefano Zamagni – Il Ponte 16.3.97

- o ancora luogo del Know How turistico diffuso, ambiente ideale per il trasferimento delle sedi di grandi T.O., anche stranieri, magari riutilizzando le colonie come propone il dott. Gilberto Zangari.

- dove le sinergie hanno effetto moltiplicatore nella filiera e nel sistema: ad es. per Cesenatico il turista ciclista interessa: la viabilità, le rivendite (e le fabbriche) di bici e di accessori, le palestre, i ristoranti dell’eventuale circuito eno-gastronomico, oltre che l’albergo e gli altri servizi tipicamente turistici.

- Passare dall’idea:
"ho il mare, devo costruire un albergo" a "posso entrare nel circuito cicloturistico, enologico, … perchè dispongo già di: albergo, trasporti, professionalità,…"

C) *DELLA FILIERA (DISTRETTO DELL’ACCOGLIENZA)

In questo contesto la spesa tipicamente turistica non è l’unico obiettivo delle opportunità offerte dalla filiera.

La spesa tipicamente turistica è uno degli obiettivi, la strada del vino è uno degli strumenti (e viceversa)

Anche gli esperti (i consulenti) di turismo cambiano,

"La nuova generazione di consulenti di cui noi abbiamo bisogno è di quelli che sanno dire se il traino vino è buono o il traino tartufo non è buono, se Pavarotti è buono oppure no … non sono più quelli che misurano se alla BIT ci sono 10 mila visitatori o compratori, perché spostandoci in campi diversi e andando in zone non da noi percorse, i rischi dell’errore crescono"
Stefano Landi – CNEL 13.3.97

La nuova generazione di consulenti è di filiera e di sistema territoriale.

D) *DELLA CERTIFICAZIONE DI QUALITA’

CNEL 17.4.97 Catene della qualità e formazione degli addetti- dott. Fabio TAITI:

"Il consumo turistico non è mai soddisfatto da una unica tipologia di prestazioni esso è sempre raggiunto attraverso la somma di una pluralità di servizi e situazioni, alcuni esplicitamente scelti, altri impliciti, taluni addirittura subiti.

Si pensi al vettore, all’alloggio, alla ristorazione, alla cultura, alle guide, alle attrattive, allo sport, ai divertimenti, alle segnaletiche, allo shopping e perfino al tempo atmosferico."

"Ogni unità di servizio turistico corrisponde ad un diverso ‘sistema di erogazione’, il quale incorpora una sua propria catena della qualità …"

"Ogni servizio turistico comprende a sua volta un servizio centrale e alcuni servizi periferici.

Per esempio in un soggiorno alberghiero il servizio centrale è il pernottamento, i servizi periferici sono la prenotazione, le informazioni, la movimentazione dei bagagli, la pulizia dei locali, il comfort delle sale comuni e di riunione, la prima colazione, l’atteggiamento del personale, ecc.

La valutazione del cliente è sempre di tipo totale e sintetico, comprende tutti gli elementi attesi, centrali e periferici."

* Il processo di certificazione di qualità non solo produce innovazione e sviluppo per l’impresa che lo mette in pratica, ma stimola anche le aziende concorrenti le quali dovranno misurarsi sul medesimo terreno; tale processo ha inoltre riflessi immediati sui fornitori (la filiera) e sul sistema di servizi privati e pubblici dell’area (il sistema territoriale integrato). Se la singola certificazione aziendale può avere questi effetti, la certificazione di più aziende, o addirittura la certificazione di un settore o di un’area, moltiplicherà tali effetti.

Quindi: Qualità nel singolo servizio turistico, nei servizi turistici collaterali, nella filiera, nel distretto. Ad es. se la Cooperativa dei bagnini decidesse di ottenere la certificazione di qualità, il processo coinvolgerebbe, a mare, gli stabilimenti dei singoli soci i quali usufruirebbero dei servizi della propria cooperativa certificati e di conseguenza i turisti; ma, a monte, coinvolgerebbe i fornitori, ad es. degli ombrelloni, che dovrebbero essere certificati a loro volta, con effetti quindi sulla filiera e sull’intero sistema.

L’impresa, come il sistema territoriale integrato, che persegue l’obiettivo del miglioramento qualitativo continuo, affida al lavoratore un ruolo sempre più centrale ed essenziale, ne valorizza le capacità, lo informa sull’intero processo, lo forma, lo coinvolge, gli da certezze per un lavoro più qualificato, più stabile, dinamico sotto l’aspetto professionale; e se ciò avvenisse a livello di sistema questi effetti sarebbero estesi alla generalità dei lavoratori.

* Prof. Attilio Gardini 4.4.97
"L’introduzione dei sistemi di qualità nella gestione delle aziende turistiche, dei controlli previsti dalle convenzioni internazionali e dei corrispondenti marchi è forse l’unica strada che può far (ri)diventare l’Italia protagonista della competizione internazionale in campo turistico.
Nell’Alto Adriatico potrebbe nascere, in questo modo, il più grande distretto turistico della qualità. Un distretto in cui sviluppare una nuova cultura e nuove metodologie che consentano l’estensione della rivoluzione, già realizzata sul mercato dei beni, anche al mercato dei servizi. Il turismo è il contesto opportuno in cui realizzare questo grande progetto per la rilevanza che qui ha l’immagine, collegabile ai marchi di qualità, per la rilevanza economica di questo settore, per l’esistenza in queste regioni di importanti centri universitari a specializzazione turistica (VE – RN) ed infine, perché il turismo è l’unico consumo che, secondo le valutazioni delle organizzazioni internazionali (Nazioni Unite, OCSE, Unione Europea, ecc.) crescerà ancora a tassi sostenuti nei prossimi decenni."

E) DEL RILANCIO DELLE AREE TURISTICHE MATURE

Di sistemi territoriali, di distretti turistici, di aree turistiche con le caratteristiche descritte, pur con dimensioni e caratteristiche diverse, ne troviamo in tutta l’UE e molte di queste hanno raggiunto un grado di maturità tale che, o vengono rilanciate oppure sono destinate ad un inesorabile declino con gravi ripercussioni anche sotto il profilo occupazionale. In particolare ci si riferisce alle aree cresciute in funzione del turismo balneare e di quello termale non escludendo alcune aree di montagna. Aree aventi simili caratteristiche sono presenti sia nella regione mediterranea che nel centro Europa.

Si tratta di, favorendo lo sviluppo dei sistemi territoriali, di impostare una politica comunitaria avente quale obiettivo il rilancio di tali aree turistiche mature.

a cura di: Gabriele Guglielmi, Filcams CGIL Emilia Romagna