Turismo e sindacati: «Sciopero l’11 maggio”

09/05/2007

    mercoledì 9 maggio 2007

    Pagina 9 – Trento/Economico

      LA VERTENZA

        Turismo e sindacati
        «Sciopero l’ 11 maggio
        Fermi in ventimila»

          Stefano Frigo

            TRENTO — L’intera giornata di venerdì 11 maggio sarà interessata dallo sciopero nazionale del settore turismo proclamato dalle federazioni sindacali nazionali di categoria. Una protesta che coinvolgerà tutte le aziende interessate al rinnovo del contratto collettivo nazionale del turismo, comprese quelle associate a Confesercenti, Aica e Federturismo aderenti a Confindustria.

            «In Trentino i lavoratori interessati sono circa 20mila — ha commentato Ezio Casagranda, segretario provinciale della Filcams Cgil — La metà di questi sono stagionali, quindi molto più difficili da controllare. Nella nostra provincia lo sciopero avrà una valenza particolare in quanto, ormai da troppi anni, siamo in attesa di stipulare un contratto di secondo livello» .

            Gianni Tomasi, segretario provinciale della Uitucs Uil, ha continuato: « Siamo di fronte a una trattativa infinita che non produce nessun risultato e che, nonostante l’intervento autorevole degli assessorati provinciali competenti, trova da parte datoriale una palese volontà di non voler affrontare sistematicamente i problemi dei lavoratori di un importante settore produttivo della nostra realtà»

            Casagranda ha poi posto l’accento sul fatto che « le richieste risalenti al 1998 mirano a superare le precarietà, l’alta stagionalità, i ritmi e i carichi di lavoro sempre più intensi e pesanti, gli orari di lavoro spesso insopportabili, l’utilizzo speculativo del contratto di apprendistato per gli stagionali, le diffuse evasioni contrattuali e legislative, l’imposizione di forme di flessibilità selvaggia. Quello che si rivendica, poi, è un sostanziale aumento delle retribuzioni » .

            Intanto, dopo 15 mesi dalla scadenza del contratto e una serie di incontri con le controparti, la situazione si è fatta insostenibile. Di qui la decisione delle organizzazioni sindacali di proclamare la giornata di sciopero. « Il 15 marzo scorso — si legge nel comunicato congiunto di Cgil, Cisl e Uil — si è svolto un ennesimo incontro con le controparti e la Confcommercio ha consegnato un testo basato solo sulle proposte datoriali con poche, e spesso negative, risposte alle proposte della piattaforma sindacale » .

            «Anche per i temi sui quali le organizzazioni sindacali non avevano posto pregiudiziali a un negoziato ( regolamentazione dell’apprendistato e definizione del lavoro notturno) le ipotesi avanzate sono ancora lontane da un’impostazione condivisibile. Inoltre ancora non si è affrontata la parte del salario. È evidente pertanto — termina il comunicato — che la presa di posizione delle parti datoriali allontana una conclusione positiva in tempi rapidi, come è invece da tutti auspicato»