Turismo e cultura nel guado

28/02/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
050, pag. 14 del 28/2/2003
1- Turismo e cultura nel guado
di Antonella Gorret
2- Un nuovo marketing territoriale
di Andrea G. Lovelock



da Firenze
Antonella Gorret

È polemica, a Firenze, alla seconda conferenza nazionale degli assessori.

Turismo e cultura nel guado

Tra centralismo governativo e riforma federalista

Turismo e beni culturali in mezzo al guado. Da una parte, regioni ed enti locali chiedono la piena attuazione della riforma del titolo V della Costituzione, che assegna alle regioni la competenza esclusiva, dall’altra il governo risponde che quella riforma ha causato solo confusione ed equivoci. Teatro del botta e risposta la 2» conferenza degli assessori alla cultura e al turismo ´Le città della cultura’, in corso a Firenze.

L’assessore comunale alla cultura, Simone Siliani, che ha aperto i lavori, ha sottolineato che il vero elemento di novità è il protagonismo di regioni ed enti locali, che stanno gestendo attività e servizi culturali con formule innovative; esse hanno permesso a Firenze di accogliere 607.636 visitatori nel 2002, con un aumento del 3,4% rispetto al 2001 e una riduzione dei turisti mordi e fuggi. A ruota, Mariella Zoppi, assessore regionale alla cultura, ha parlato di ´ottuso neocentralismo dell’attuale governo, che non permette l’attuazione della riforma costituzionale’.

Immediata la replica del governo, attraverso Nicola Bono, sottosegretario ai beni culturali. Egli ha parlato della necessità di una modifica della riforma, che restituisca certezza ai diritti ´perché la tutela e il sostegno alle attività culturali sono difficilmente frazionabili’. Bono ha bacchettato le regioni sui sistemi turistici locali: ´Gli assessori al turismo reclamano i finanziamenti (il 30% del fondo di cofinanziamento, ndr), ma non presentano i progetti’. Bono non ha risparmiato neppure i comuni: ´Venezia ha introdotto il ticket sui turisti per migliorare i servizi, ma ha poi decurtato del 25% i proventi dell’industria turistica per destinarli ad altri settori’.

Ma Leonardo Domenici, presidente dell’Anci, ha subito risposto che ´non sarebbe stata presa una decisione del genere se la Finanziaria 2003 non avesse tagliato i fondi agli enti locali’. Domenici ha anche sottolineato la necessità di introdurre una tassazione di scopo sui servizi. (


da Firenze
Andrea G. Lovelock

Un nuovo marketing territoriale

Certificazioni ambientali, marchi di qualità ma soprattutto un sistema d’area che inglobi un nuovo modello di marketing territoriale. Questa l’esigenza evidenziata dal presidente della Consulta turismo Anci, Antonio Centi, nel corso della tavola rotonda sul tema ´Gestione d’area dei servizi culturali e turistici’, svoltasi durante la 2» Conferenza città della cultura a Firenze.

´Il turismo culturale’, ha detto Centi, ´è in costante ascesa e sale all’1,3% del pil nazionale: un dato che valorizza l’oggettiva forza di questo settore in Italia. Ma bisogna far tesoro dell’esperienza passata, quando, con il marketing tradizionale, si è allestita un’offerta fuori mercato non in linea con le esigenze dei turisti. Vedi i casi eclatanti delle offerte quali la via Francigenaâ oppure la via della Magnagrecia, proposte valide sotto l’aspetto squisitamente paesaggistico e culturale, ma fortemente deficitarie riguardo ai servizi a esse collegate’. Da questa esperienza negativa occorreva trarre costruttive indicazioni e infatti l’Anci turismo, ha proseguito Centi, ´si è mossa sul modello dei sistemi turistici locali, realizzando una formula di rilancio turistico ispirata alle cosiddette città d’identità, ovvero le offerte delle Città del vino, dell’olio, del miele e del pane, con una gestione d’area davvero omogenea, condivisibile.

La politica seguita dall’Anci’, ha ricordato Centi, ´è basata sulla qualità dei centri storici, con parametri di rispetto ambientale e tutela del patrimonio artistico-architettonico; da essa è scaturito un sistema di offerta turistica che è il perno del marketing di domani; esso verte sul monitoraggio del fenomeno turistico-culturale, sulla valutazione quantitativa dei flussi, sulla redistribuzione del territorio con l’identificazione dei prodotti di nicchia’.

Tutto questo, ha aggiunto Marco Meneguzzo, dell’università Tor Vergata di Roma, ben si coniuga con i futuri programmi regionali di sviluppo e con il modello di turismo ad alta sostenibilità che tra l’altro può favorire i centri e le città minori rispetto alla tradizionale offerta.