Turismo: Duemila in piazza. «Licenziati da Bin Laden»

07/11/2001

Cronaca di Roma





A Santi Apostoli la prima manifestazione nazionale di una delle categorie più esposte: a Roma il 27 per cento di turisti in meno

Duemila in piazza. «Licenziati da Bin Laden»


Agenti di viaggio tra attese e paure. «Il massimo? Mi hanno chiesto di andare a Londra in pullman»

      «Licenziato da Bin Laden»: la scritta, a lettere rosse e nere su fondo bianco campeggia su un cartello appoggiato alla basilica dei SS.Apostoli, dove ieri mattina in duemila fra agenti di viaggio, tour operator e dipendenti delle agenzie, provenienti da tutta Italia, hanno chiesto al governo misure contro la crisi che ha colpito il settore dopo gli attentati in America. I dati della Fiavet, l’associazione sindacale che ha il maggior numero di iscritti (3 mila su 9 mila) evidenziano un quadro apocalittico: 2.500 posti di lavoro a rischio per Natale, 60% di fatturato in meno rispetto al 2000, prenotazioni diminuite dell’85% per Capodanno, periodo tradizionalmente «caldo» per i viaggi. E anche Roma, che in ottobre registra moltissime presenze straniere, ha visto calare del 27% gli arrivi. «Non siamo per l’assistenzialismo, in 50 anni questa è la nostra prima protesta pubblica – commenta Antonio Tozzi, presidente Fiavet – Ma se il governo non interviene subito decine di agenzie, a partire dalle più piccole, chiuderanno presto». Ecco le richieste degli operatori, che oggi potrebbero incontrare il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta: sgravio totale degli oneri sociali per il personale almeno fino al 30 aprile 2002 e estensione, fino a fine 2002, della cassa integrazione alle aziende con meno di 50 dipendenti (il 75-80% delle agenzie ne ha meno di 15). E ancora la riduzione dell’aliquota Iva per l’organizzazione di viaggi e per le intermediazioni, il rinvio di 6 mesi dei versamenti Iva, Irpef, Irpeg, Irap e l’apertura di una linea di credito agevolato. «Non si sa quando questa guerra, e quindi la paura di volare degli italiani, finirà – spiega Giuseppe Amabile, della giunta esecutiva Fiavet – Ma la situazione è gravissima, se non si fa niente migliaia di posti di lavoro, compresi quelli dell’indotto, dagli alberghi ai ristoranti alle assicurazioni, si perderanno». Una prima risposta alle richieste del settore l’ha data la Regione Lazio, che ha deciso la riduzione di un punto in percentuale dell’Irap per le piccole e medie imprese.
      «La prima disdetta di un gruppo per l’America l’ho avuta alle 14,20 di quel maledetto 11 settembre. E poco dopo mi ha chiamato il tipografo che doveva stamparmi il nuovo catalogo per gli Usa per chiedermi se volevo bloccare il lavoro. Da allora le rinunce non le ho contate più». Luca Manchi è uno dei tanti tour operator romani che in queste settimane fa i conti con la crisi. «Io lavoro, o dovrei dire lavoravo, soprattutto con gli Usa, ma ormai la gente non va più nemmeno ai vicini Caraibi o alle Hawaii. E neanche in posti come l’egiziana Sharm el Sheik: vendiamo settimane in alberghi a 5 stelle a meno di 700 mila lire, una follia. I romani hanno paura, anche di spendere per un viaggio: il clima di guerra li rende incerti». Secondo Manchi il fatturato natalizio incide per il 30% su quello annuale: «Qui a Roma il clima è buono, passato Capodanno non parte più nessuno fino all’estate. E meno male che gli attentati sono successi a fine estate, se no avremmo già chiuso. Persino per la partita della Roma a Madrid la maggior parte dei tifosi ha snobbato i voli e ha raggiunto la Spagna in auto». Gli fa eco Francesco Zanotto, titolare della Majesty Tour, agenzia di Cinecittà: «Chi prima a Natale si concedeva una vacanza al mare o negli States adesso mi chiede solo l’agriturismo. Per ora tiriamo avanti grazie ai viaggi per affari e a quelli di nozze: ma c’è anche chi non si fida e anche in quel caso mi chiede l’agriturismo. Il massimo? Il cliente che l’altro giorno mi ha chiesto di partire per Londra in bus: un giorno e mezzo di viaggio per non fare 2 ore d’aereo».
Ester Palma


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