Turismo dimezzato

08/09/2004


           
           
           
           
          Turismo
          Numero 215, pag. 13 del 8/9/2004
          Autore: di Gavino Maresu
           
          Turismo dimezzato
           
          Eliminata del tutto la direzione generale per il settore.
          Con la riorganizzazione del ministero
           
          Anche se lo si era capito da un pezzo, e ItaliaOggi l’aveva anticipato già alcuni mesi fa, ora è ufficiale: il governo ha deciso che il turismo non è più un’attività economica di preminente interesse nazionale, come si deduce dal nuovo regolamento di riorganizzazione del ministero delle attività produttive, appena emanato dal ministro Marzano. Non esiste più la direzione generale del turismo e le competenze statali residuali, dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, vengono spalmate in alcune delle 11 nuove direzioni generali in cui si articolerà il ministero. In particolare, la direzione generale per la politica industriale avrà anche compiti di ´promozione delle iniziative nazionali e internazionali in materia di turismo’ e di ´vigilanza su Enit, Cai e Aci’. Quella per le politiche promozionali avrà invece compiti di ´sviluppo e valorizzazione del sistema turistico per la promozione unitaria dell’immagine dell’Italia all’estero’, mentre alla dg per la concorrenza, i consumatori e i servizi competeranno le ´attività di tutela dei consumatori nel settore turistico a livello nazionale’.

          È veramente troppo poco per uno dei settori produttivi fondamentali per il nostro paese, che non riesce ad avere, a livello governativo, pari dignità e considerazione del settore agricolo, che continua ad avere (giustamente) il suo ministero delle politiche agricole e forestali, nonostante il referendum del 1993 avesse abolito quello dell’agricoltura insieme a quello del turismo.

          Il governo però resuscitò il dicastero dell’agricoltura con l’escamotage di cambiargli soltanto il nome, mentre la morte di quello del turismo fu salutata da tutti come un fatto positivo. Ora il ministro Marzano, facendosi scudo del nuovo articolo 117 della Costituzione, ha deciso di abdicare del tutto alle competenze statali fondamentali in tema di sistema turistico nazionale sotto il profilo delle politiche generali di settore come la fiscalità, la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali in relazione ai piani di sviluppo turistico, gli studi, le ricerche e le statistiche, le relazioni comunitarie, soprattutto quando il prossimo trattato prevedrà che l’Ue si occupi anche del turismo. Marzano invece è diventato più regionalista delle stesse regioni, che non avevano nulla da obiettare sull’esistenza della direzione generale del turismo, come non obiettano sull’esistenza del ministero delle politiche agricole e forestali, nonostante abbiano competenza assoluta anche in materia di agricoltura. Il ministro inoltre non sembra tener conto dell’opinione delle categorie produttive del settore, che chiedono sempre più insistentemente addirittura la reintroduzione del ministero del turismo, di cui sono dotati i paesi dell’Ue, che si portano a esempio di efficienza in tema di politiche di settore.

          Secondo la riforma Marzano, invece, si pretende di promuovere l’immagine unitaria dell’Italia all’estero pur senza avere alcuna competenza, né strutture centrali di controllo, sulla qualità del sistema turistico nazionale, né un definito disegno di riordino dell’attività promozionale, che faccia interagire solidalmente le regioni con gli organismi centrali statali. (riproduzione riservata)